TREVOR AND THE WOLVES "Road To Nowhere" (Recensione)

Full-length, Nadir Music
(2018)

Trevor ormai è un personaggio molto conosciuto nella scena metal tricolore, un po' per la sua militanza negli storici Sadist, e un po' per la sua attività relativa alla sua etichetta Nadir Music. Questa volta lo vediamo cimentarsi in un progetto solista dal sapore hard rock (ma anche semplicemente rock) vecchio stile, con più o meno celati rimandi al folk e al country in alcuni brani. Il retaggio comunque rimane ben saldo nell'hard rock "stagionato", e non mancano i riferimenti a mostri sacri del genere come Ac/Dc, Deep Purple, ZZ Top, e altri ancora.
Il piglio e il mordente sono ben supportati dalla voce ruvida e stradaiola di Trevor, mentre la batteria è molto spesso impegnata in semplici tempi in quattro quarti. 

Il disco è stato registrato e mixato in maniera ottima presso i Nadir Music Studios di Genova, e il tutto è stato fatto sotto la supervisione del famoso chitarrista Tommy Talamanca, e i brani vedono il contributo di musicisti quali Stefano Cabrera (GnuQuartet), Daniele Barbarossa (Winterage) o Christian Meyer (EeLST), e la lista potrebbe continuare.
Il disco è un compatto esempio di rock adrenalinico e verace e tutti i pezzi fanno il proprio dovere, ovvero far muovere il piedino e stamparsi subito in testa grazie anche ad un guitar work lineare e solido, e ad una buona dose di melodia che fa in modo che i pezzi risultino sempre gradevoli e ben assemblati. Non siamo di fronte a nulla di innovativo o complicato, ma anzi il contrario, come se il buon Trevor abbia voluto contrapporre ai tecnicissimi Sadist un progetto nel quale esprimere un concetto di musica il più diretto possibile.

Pezzi come "Burn At Sunrise" (con annesso video girato nell'appennino ligure, vicino casa di Trevor), “Red Beer”, “Spiritual Leader”, “From Hell to Heaven Ice” o “Roadside Motel” , nella quale vediamo anche inserirsi una voce femminile, sapranno soddisfare i rocker più ortodossi ed esigenti. 
“Road To Nowhere” è un album semplice fatto per gente che ama la musica semplice ma sincera e ben fatta. Potrebbe essere anche un buon diversivo per coloro che vogliono prendersi una pausa da dischi ultra pensati e/o violenti riscoprendo, perchè no, anche da questo disco le basi da cui tutto è partito.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 70/100

Tracklist:

1. From Hell To Heaven Ice
2. Burn At Sunrise
3. Red Beer
4. Black Forest
5. Bath Number 666
6. Spiritual Leader
7. Roadside Motel
8. Wings Of Fire
9. Lake Sleeping Dragon
10. Unforgivable Mistake

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