CENTO SCIMMIE "Fragile" (Recensione)


Full-length, Overdub Recordings
(2018)

"Cosa può accomunare la volontà di uccidere, il desiderio di prevaricazione, la delusione, il razzismo, la distorta comunicazione o il latente schiavismo “dolce” del ventunesimo secolo? La fragilità.
Siamo abituati a guardare il carnefice lì fuori, ad averne paura magari, a evitare qualsiasi contatto con il male che c’è fuori di noi.Fragile è il nostro corpo, la nostra dignità, i nostri desideri perché accompagnati dalla paura di non eccellere, di non essere considerati, di non esistere. Spesso ci affermiamo alle spalle di qualcun altro, giudichiamo le altrui fragilità convinti di non averne o che siano meno ingombranti di quelle che osserviamo senza accorgerci che non esiste fragilità più grande di chi è convinto di essere inattaccabile".

Con queste note biografiche ci addentriamo in “Fragile”, album che ci porta a sonorità legate soprattutto agli anni Novanta, ovvero a quell'alternative rock/crossover, inteso come fusione di più generi, che oggigiorno è andato un po' in disuso. Le melodie vocali sono anche molto importanti in questo progetto, riuscendo a catturare l'ascoltatore con un cantato melodico ma allo stesso tempo trascinante.

I suoni sono ben calibrati, ma la produzione rimane leggermente scarna, fattore che contribuisce a dare quel tocco un po' vintage a questo album. Questo aspetto, a mio avviso, toglie qualcosa in fatto di potenza, ma fa in modo che l'ascoltatore possa riuscire a distinguere bene tutti gli strumenti, che fanno egregiamente il loro lavoro. La band, poi, cerca di ottimizzare al meglio tutte le proprie armi, quindi riuscendo a far convivere melodia e veemenza, con un tocco amaro sullo sfondo, che si evince anche dai testi. 

Un disco ben realizzato, fondamentalmente definibile come ROCK, ovvero quello stile di musica fatto di buone canzoni, belle melodie vocali e canzoni realizzate secondo la loro formula classica. 
Niente di trascendentale, ma comunque un bell'affresco di umori e sensazioni che sicuramente faranno breccia in coloro che dalla musica vogliono ancora quel qualcosa che faccia battere il piedino ma con un sottofondo pensato e non stereotipato, anche nelle liriche.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 65/100

Tracklist:
1. Cosmetico
2. Schiena
3. Cane
4. Verme (feat. Santiago Parodi Vidal)
5. Ipergiganti Gialle
6. Pezzi
7. Basta Che Funzioni
8. Labbra

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