Intervista: DEMIAN


1) Benvenuto Demian! Ci vuoi raccontare qualcosa di te e del tuo nome? 

Il mio nome d’arte deriva dal titolo di uno dei miei romanzi preferiti “Demian” di H.Hesse. Ovviamente poi l’assonanza con il mio nome (Damiano), ha facilitato la scelta. 

2) A quali band e artisti ti sei ispirato inizialmente, e a quali ancora ti ispiri? 

Più che ispirarmi a qualcuno in particolare, preferisco attingere a tutto quello che è il mio bagaglio musicale. Nella mia vita credo di aver ascoltato veramente di tutto. Iniziai ad ascoltare De Andrè all’età di sei anni, passando per il punk durante il periodo adolescenziale, fino ad arrivare allo studio del jazz negli ultimi anni. Ovviamente nella mia musica si sente una forte componente elettronica, che evidenzia la forte influenza che hanno avuto su di me gruppi come Subsonica, Prodigy, Chemical Brothers e Massive Attack. 

3) Hai appena pubblicato un nuovo ep. C'è un messaggio all'interno di questo disco? Vuoi spiegarcelo più nel dettaglio? 

E’ un EP molto introspettivo, che descrive un periodo non molto felice della mia vita, in cui soffrivo spesso di attacchi di panico. “Tutto cambia in un istante” descrive proprio il momento in cui arriva un attacco per l’appunto. “Flussi” è una canzone strettamente collegata, che parla dei flussi di pensieri incontrollati derivanti dagli stati ansiosi. “La tua pietà consola” è un’ode alla notte che perdona tutti quei peccati che la luce del giorno definirebbe “sbagliati”. Un po’ fuori dal coro e “Nei riflessi”, canzone scritta a quattro mani con un rapper della mia zona, Joel Wilson, nata dall’indignazione dello scoppio della guerra in Siria. 

4) Come definiresti il tuo sound ad un nuovo ascoltatore che si approccia per la prima volta alla vostra musica? 

Questa è una domanda che mi ha sempre messo in difficoltà. Normalmente quando qualcuno mi chiede che genere musicale propongo, rispondo per comodità (e per pigrizia) “electro-rock”. Sicuramente la componente dark è predominante nei miei pezzi, ma mi piace pensare che all’interno di essi si nasconda una rabbia “luminosa”, piena di vita ed energia da comunicare al mondo. 

5) Vuoi parlarci di come nasce un tuo brano e, in generale, di come si svolge il vostro processo compositivo? 

Mi piace definirmi un “autore all’inverso”. Raramente una mia canzone nasce a partire dal testo. Mi piace invece farmi ispirare dalla musica che scrivo. Un mio brano nasce molto spesso come un gioco. Mi ritrovo a “smanettare” con i synth fino a quando non ne esce una buona bozza. Poi a seconda di cosa mi comunica il pezzo inizio a buttare giù il testo. 

6) Hai pubblicato diversi videoclip, vuoi parlarci del tuo ultimo realizzato? 

L’ultimo video è stato pensato e montato da me. Ero sul divano a guardare uno dei tanti programmi trash che caratterizzano la nostra televisione in questo periodo storico, e mi è venuto in mente una sorta di “collage spazzatura” a cui associarci un pezzo che nella mia adolescenza ha significato molto: “Io sto bene” dei CCCP. 

7) Come sono stati finora i pareri riguardo il tuo nuovo lavoro in studio? 

I pareri sono stati piuttosto contrastanti. Cosa che comunque sia mi aspettavo, visto che la musica da me proposta esce molto dal gusto musicale attuale. Molti hanno apprezzato l’innovazione, altri sono rimasti alquanto perplessi. 

8) Siete attivi sul fronte live? E che spettacolo cercate di offrire al pubblico? 

Mettere su un live di musica electro-rock, è stato molto impegnativo, io e la band che mi accompagna nei concerti (TheFobia), ci abbiamo impiegato circa un anno. Quest’estate faremo solo qualche data per limare gli ultimi dettagli. Da ottobre partiremo proprio con tour in giro per l’italia. 

9) Ok, l'intervista è finita, concludi come vuoi! 

“Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere , tranne uno: cercare sé stessi, consolidarsi in sé, procedere a tentativi per la propria via ovunque essa conduca.” (H.Hesse - Demian)


Intervista a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

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