NADIE' "Acqua Alta a Venezia" (Recensione)


Full-length, Terre Sommerse/La Chimera Dischi

(2017)


I Nadiè arrivano da Catania e si formano nel 2005. ”Questo giorno il prossimo anno” è stato il primo lavoro di una carriera che li ha lanciati nel mondo del cantautorato italiano, ma anche del rock alternativo e indipendente. Nel frattempo la band ha diviso il palco con artisti del calibro di Afterhours, Verdena, Tre allegri ragazzi morti e Max Gazzè. Questo “Acqua alta a Venezia” è il loro nuovo e ultimo album, e ci propone una band in grande spolvero, ben attenta a costruire brani dove si intrecciano potenza, malinconia, introspezione, quest'ultima presente sia in un tessuto musicale di buon impatto emotivo, ma soprattutto nelle liriche profonde, cantate dal buon Giovanni Scuderi (chitarra, voce, piano).

Passiamo attraverso dieci episodi in cui la band mette al servizio dell'ascoltatore il suo rock particolare, le sue parole toccanti, come nella splendida "Solo in Italia si applaude ai funerali", che mi ha ricordato due tra i nomi che citavo in apertura, ovvero Verdena ed Afterhours. Molto bella anche la song d'apertura "Conigli", ma è scorrendo con la tracklist che a mio avviso si arriva al climax massimo del disco. La struggente "La bionda degli Abba", con le sue percussioni leggere e la voce dimessa fa venire i brividi, mentre subito dopo abbiamo un'altra gemma, "Breve esistenza di un metallaro", che mi ha riportato in mente certo rock anni Novanta, come in una sorta di connubio tra Radiohead e Blur, ma quelli più intimisti. “Dio è chitarrista” è una rock song nella quale Dio è dipinto come un ipotetico artista che non proferisce parola, ma traghetta la "vita" e tutto quello che gli compete solo con il semplice suono della sua chitarra, quindi solo con la musica. 

Giungiamo verso la fine, e non posso fare a meno di elogiare la bella "Gli Sposi", che non avrebbe sfigurato, come sonorità al limite del country, in un film western, ma prendete questa affermazione con le molle...
Insomma, alla fine quello che rimane di questo album è un buon affresco rock che spazia senza aver paura di osare a tratti, ma che ci consegna una band sicura dei propri mezzi, preparata musicalmente e in grado di entrare subito nei cuori di chi ascolta il cantautorato italiano di ultima generazione.

Recensione a cura di: Sergio Vinci 
Voto: 70/100

Tracklist:
1) Conigli
2) In Discoteca
3) Solo in Italia si applaude ai funerali
4) La bionda degli Abba
5) Breve esistenza di un metallaro
6) Dio è chitarrista
7) Acqua alta a Venezia
8) Gli sposi
9) Fuochi
10) Bandiere a mezz’asta

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