Intervista: Alvise Nodale



1)Benvenuto su Hot music magazine. Ci racconti il tuo percorso artistico fino a qui?

Ciao, e grazie mille dell'opportunità! Ho cominciato a strimpellare un po' la chitarra quando avevo 13/14 anni, senza mai studiare, sono un autodidatta, e a 16 anni con degli amici qui in paese abbiamo messo su un gruppetto con cui facevamo cover, anche se nell'ultimo periodo, prima dello scioglimento avevamo cominciato a comporre qualcosa di nostro. Successivamente sono andato avanti conoscendo Massimo Silverio, con cui collaboro tutt'ora, e a mio parere un grandissimo talento, una voce che non si dimentica facilmente. Con lui abbiamo messo in piedi gli Incanti Erranti, che ci hanno dato grandi soddisfazioni, ma anche poche opportunità, e per questo abbiamo deciso di non continuare, e nel periodo di pausa di questo gruppo ho scritto “Conte Flame”, il mio primo disco, auto-prodotto e completamente in friulano. Se c'è una cosa che si impara qui da me, comunque, è che non si butta via niente, quindi io e Massimo stiamo pensando da un po' di tempo di registrare le canzoni degli Incanti Erranti mantenendo i nostri nomi. Conte Flame ha riscosso un buon successo qui in Friuli, tanto da farmi suonare al Madame Guitar del 2016, con due miei carissimi amici: Luca Boschetti che suonava con me già nel periodo “Incanti Erranti” e Veronica Urban che ha prestato voce e flauto anche in questo mio ultimo lavoro. Dopo un paio di concerti con questa formazione in trio ho cominciato a scrivere nuovi brani, però utilizzando l'italiano, il ché ci porta ad oggi, perché questi brani compongo The Dreamer.

2)Che musica fai? Che musica ascolti? Come è nata in te la passione per la musica? Parlaci a ruota libera...

Non ho mai trovato un genere per la mia musica.. L'ho sempre definita folk o cantautoriale, ma ci sono idee contrastanti in merito, perciò non mi sbilancio, lo lascio decidere a voi. Ascolto principalmente cantautori, Fabrizio e Cristiano De André, Guccini, Nick Drake, Tim Buckley, Ben Howard, John Martyn, John Smith, Eddie Vedder, Damien Rice e tanti altri. Poi il mondo del rock progressivo mi ha sempre affascinato tantissimo, Pink Floyd, King Crimson, PFM, ma anche i progetti più recenti come Porcupine Tree, Anathema, Steven Wilson ecc. La mia passione per la musica nasce già alle elementari, perché ho avuto la fortuna di avere come insegnate di musica uno dei più grandi cantautori friulani: Lino Straulino, e ricordo che restai affascinato (e lo sono tutt'ora) dal suo modo di suonare la chitarra e chiesi a mia madre di regalarmi una chitarra, dicendole: “Vorrei una chitarra per suonare come il maestro Lino”, ovviamente la strada è ancora lunga, ma ce la sto mettendo tutta per raggiungere quel traguardo che mi son prefissato da bambino.

3)Nomina 3 album che hanno segnato la tua vita...

Anime Salve – Fabrizio De André

Spin – Lino Straulino

O – Damien Rice

4)Ho letto che “THE DREAMER è l'album di debutto di ALVISE NODALE, composto da 9 tracce acustiche che insieme formano una storia, in una sorta di libro musicale”. Puoi commentare queste parole?

Si, non essendo uno scrittore o un poeta ho deciso che per scrivere un libro (è un desiderio che ho sempre avuto fin da piccolo) dovevo usare la musica ed ecco il perché della scelta di un “concept”. Ho inteso queste canzoni come dei capitoli di una storia che segue il personaggio tramite le varie vicende che si incontrano in una vita, ovviamente prese a macro-argomenti.. Non credo si possa imbrigliare una cosa come la vita in sole 9 canzoni. Ogni ascoltare dunque dovrebbe ascoltare i testi e figurarsi un personaggio a suo piacimento ed accompagnarlo lungo tutto il disco attraverso le varie fasi della vita. 

5)Come è nato questo album. Dove è stato registrato? Difficoltà nella registrazione? Qualche aneddoto a riguardo?

La prima canzone che ho scritto mi sembra sia stata “Icaro (Cuori & Ali)”, ed è nata un po' come una sfida, perché, come ho detto nelle domande precedenti, solitamente prima della composizione di queste canzoni scrivevo solo in friulano, ma dopo l'uscita di Conte Flame, mi sono accorto che nella mia “madrelingua” (il friulano) tendevo ad essere ripetitivo, a livello di tematiche e parole usate, e così mi son detto che forse era meglio cambiare lingua e il risultato è quello che si può ascoltare. Poi andando avanti scrivendo gli altri brani ho cominciato a trovare questo senso di collegamento, e ho spinto su questo aspetto. L'ho registrato da un mio caro amico, Luca Moreale, a Udine nella sua MOrecords, con cui ho lavorato davvero bene, confrontandosi e scambiandosi idee sugli arrangiamenti, per esempio tutte le armonizzazioni vocali sono merito suo, io avevo solo l'idea di dove piazzarle. C'è stata una difficoltà in effetti, ed è diventata ormai quasi proverbiale: il mini-assolo di chitarra elettrica che si trova in “Invincibili” è suonato con il bottleneck, e non essendo molto pratico con l'aggeggio sono stato 40 minuti per registrare 4 note, per via dell'intonazione.. Sono uscito dallo studio di registrazione piuttosto abbattuto.

6)Quale è la canzone tua preferita di questo album, quella alla quale sei più legato dal punto di vista affettivo ed emozionale?

Sono molto affezionato a tutte le canzoni che ho scritto, ma forse “Canzone per un Addio” resta quella a cui sono più legato per il semplice fatto che è uscita dal niente, mentre le altre avevano una “base” di partenza come per esempio una citazione di un personaggio famoso, una frase, un racconto in prosa. Anche per questo forse ho deciso di farla uscire come singolo, con tanto di video.

7)Cosa hai provato al lancio dell’album?

Ho provato un grande senso di liberazione, dato che il disco è uscito a febbraio, ma le registrazioni le avevamo concluse a giugno dello scorso anno, quindi dopo quasi un anno sono stato felice di poter condividere il nuovo lavoro.

8)Ci parli della cover?

La cover è solo uno dei 10 bellissimi disegni che ha realizzato Celestino Isufaj che vanno a comporre il libretto dei testi. Praticamente ogni canzone ha un suo disegno in bianco e nero e in cui il personaggio non ha un volto, proprio per il fatto che ognuno può anche colorare il mondo in cui vive questo personaggio come più gli aggrada seguendo la propria fantasia. Solo chi acquista la copia fisica può vederli tutti, su internet c'è solo la copertina, che è comunque il disegno rappresentativo della prima canzone “In un Soffio”.

9)Quanto è importante la musica in una società dove si alzano nuovi muri, in una società dove si parla di nuovo di protezionismo e nazionalismo? Quanto è importante essere dei sognatori?

Credo sia importate più che altro realizzare i sogni, o far si che si tramutino in realtà. “è inutile rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere”, si rischia altrimenti che il sogno resti solo un motivo di svago, io lo intendo più come un obbiettivo da raggiungere, anche se molto spesso si deve faticare molto. Ma in questo caso credo che il gioco valga la candela, perché vedere un proprio sogno che si realizza è un'emozione davvero unica e appagante.

10)Una domanda emozionale. Cosa provi quando suoni? Come è il tuo concerto perfetto?

Non ho mai saputo rispondere a questa domanda.. Provo molte cose insieme, e poi raccontando una storia è come immedesimarsi nel personaggio, è quasi come essere un attore che mette in scena un'opera, penso sia l'unico modo per riuscire ad avere una comunicazione sincera col pubblico. Credo che il concerto perfetto sia ogni volta che riesco a trasmettere qualcosa a chi ascolta, qualsiasi cosa va bene, per me è importante non lasciare indifferente nessuno.

11)Per finire, un messaggio ai nostri lettori...


Non saprei.. Boh, ascoltate il disco e ditemi cosa ne pensate!

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