INTERVISTA: The Brain Washing Machine

1. Ciao The Brain Washing Machine, abbiamo avuto il piacere di ascoltare il vostro nuovo singolo, ci volete fare un breve excursus sulla vostra band?!

La nostra band è nata nel 2005 e dopo una serie di cambi ai fusti e l'uscita di un solo demo, nel 2011 la formazione si è stabilizzata con Marco alla voce, Muten alla chitarra, Berto al basso e Sidd alla batteria. Nel 2013 è uscito il nostro primo album "Seven Years Later" che ci ha dato molte soddisfazioni sia in termini di recensioni che di opportunità live. L'attività live è stata infatti molto intensa e si è conclusa ad agosto 2015 con la tournè in Russia. Nel 2017 è uscito il nostro nuovo album Connections e a gennaio di quest'anno il singolo "The Brain Washing Machine"

2. "The Brain Washing Machine" di che tematiche tratta, ci volete anche spiegare brevemente il significato celato dietro il testo ed il video?!

Il significato e le tematiche del video sono ben visibili e per nulla nascoste. Una ragazza normale che si atteggia a diva, magari sperperando soldi in cose inutili come i vestiti firmati. Una ragazza media che vive circondata da mezzi di comunicazione che distolgono l'attenzione dalle vere priorità dando più importanza alla visibilità, ai marchi, all'essere "in" e a desiderare solo cose futili. Una ragazza normale che si lascia condizionare, a cui viene fatto un vero e proprio lavaggio del cervello che alla fine del video si rende conto di esser stata plagiata e sfascia la TV, la prima "brainwashing machine" di massa.

3. Abbiamo visto che siete una band molto attiva a livello live. In Italia secondo voi com'è vista la musica dal vivo?! E che impatto hanno le tribute e cover band?!

La musica dal vivo sta subendo un tracollo notevole. Ci sono diversi problemi. Il primo fra tutti è il mancato ricambio generazionale. Ci sono pochissimi ragazzi più giovani interessati alla musica suonata (senza distinzioni di genere). Tutti molto più "connessi" e più attivi dietro allo smartphone e dietro ad una tastiera ma che sembrano evitare le situazioni di vita vera. Dopotutto i concerti, soprattutto quelli piccolini, non sono fatti solo di musica.. sono aggregazione, contatto, amicizie... sono vita vera! Un'altro problema è anche la "moda" hip pop e la scomparsa dell'underground vero... quello fatto da punk, rocker, grunge, metallari, crossoverari etc. L'underground si è infighettato e si è chiuso a riccio attorno ad una manciata di generi musicali. Inoltre vediamo una scarsa collaborazione tra band.. e ciò porta ad una chiusura generale che mantiene isolate delle realtà musicali che magari meriterebbero di più ed hanno solo la colpa di esser nate fuori di un grande centro come Milano o Roma. Le tribute e le cover band hanno così tanto spazio per i motivi di cui sopra. I giovani non si mettono in gioco e chi ancora ama vedere qualche live ha perso la curiosità e l'interesse a sentire qualcosa di nuovo. I locali devono sopravvivere... i musicisti (soprattutto e paradossalmente spesso i più bravi e dotati) pure.. ed è qui che proliferano tributi e cover.

4. Avete avuto anche esperienze fuori nazione?! Se si, avete notato differenze con l'Italia?!

L'esperienza più importante è stata sicuramente quella in Russia. Dieci date e circa 13000 kilometri in circa 20 giorni. Le differenze principali sono senza ombra di dubbio il pubblico che sembra essere quello italiano negli anni 90 o primi 2000. La partecipazione è molto calda, il merch va a ruba ed ogni concerto è una vera e propria festa. Dopotutto esiste ancora Mtv, quella vera, che spara decine e decine di video rock al giorno. Inoltre, a differenza di quello che ci saremmo aspettati, i locali sono tutti dotati di seri impianti audio e di backline a volte veramente notevoli. Inoltre in tutti i locali abbiamo trovato fonici preparati e non improvvisati. Tanto che ci siamo pure chiesti come poteva essere possibile che fosse ovunque perfetto e siamo venuti a sapere che lo stato investe moltissimo in cultura e i locali possono comprare le strumentazioni con forti incentivi statali.

5. Il vostro album "Connections" che spereremo di recensire in futuro, è un album molto diretto e dal forte impatto sonoro... Quali sono state le vostre linee artistiche guida?!

Non abbiamo un punto di riferimento saldo e comune a tutti. Siamo quattro persone con quattro gusti ed orientamenti musicali diversi. Di sicuro ci sono band che tutti apprezziamo ma da li a dire che ne prendiamo ispirazione ce ne passa un bel po. Se proprio devo fare qualche nome potrei dire Led Zeppelin, Pantera, Tool, Pearl Jam, Machine Head, Police... di tutto un po insomma.

6. Avete un secondo singolo in programma?!

Stiamo decidendo in questi giorni con i ragazzi di Sorry Mom in da farsi.. avrete di sicuro altre news seguendo la nostra pagina facebook ed il nostro sito ufficiale

7. Grazie del tempo dedicatoci.

Grazie a voi per averci ascoltati!

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