SUMMONING "With Doom We Come" (Recensione)

Full-length, Napalm Records
(2018)

Il precedente disco "Old Mornings Dawn" è stato una sorta di reinvenzione per i Summoning in quanto la gamma dei suoi effetti MIDI e della programmazione di batteria ha ricevuto un aggiornamento significativo del set di strumenti limitato che la band aveva utilizzato in precedenza e "With Doom We Come" è molto simile nella sua esecuzione. A differenza degli album da "Minas Morgul" a "Oath Bound" questo ultimo e il suo immediato predecessore si sentono vibranti e immediati. Le chitarre Lo-fi rimbombano sotto arrangiamenti di corni stratificati come timpani e i bonghi e le catene tintinnanti forniscono una struttura ritmica cinematografica e coinvolgente. Il risultato finale è un'estetica che, benché familiare, risulta immediata e di facile presa, con melodie che rimangono impresse nella memoria a lungo termine fin dal primo ascolto.

Non negherò, tuttavia, che "With Doom We Come" possieda un problema prevedibile endemico alle filosofie del songwriting dei Summoning. Come al solito, le tracce si centrano attorno a un singolare riff che cambia leggermente nel corso dei dieci minuti per adattarsi ai cambiamenti tonali. Questa formula semplificata è stata a lungo una pietra miliare del suono dei Summoning e, come risultato di questo approccio, le singole composizioni dipendono dalla loro capacità di costruire paesaggi sonori avvincenti attorno alla struttura della chitarra minimalista. "Carcharoth" e "Night Fell Behind" falliscono per la mancanza di caratteristiche definitive nei loro arrangiamenti, nonostante quest'ultimo mostri un riff fantasticamente cupo. In generale, il disco manca della sorprendente varietà mostrata su "Old Mornings Dawn". 

La prima traccia "Tar-Calion" potrebbe essere il miglior numero di apertura del catalogo della band, i suoi riff drizzanti, accordi di flauto sobri e passaggi minacciosi rendono la traccia una delle più oscure di sempre. "Silvertine" segue immediatamente con un senso reale e maestoso di flare orchestrale, mentre la penultima traccia "Mirklands" convince con un riff stridulo e una gelida malinconia che richiama l'atmosfera solitaria dei Summoning nei primi lavori. Ma il vero capolavoro è "With Doom I Come", un finale eccellente, emozionante e grandioso come non si sentivano da tempo.

In questo album l'emozione non manca di certo e questo è un buon dato per "With Doom We Come" e riesce comunque a non distaccarsi troppo dalla discografia impressionante della band. Finché i loro lavori di fine carriera rimangono così affidabili, sono contento che si lascino andare al suono stabilito fino alla fine dei tempi.

Recensione a cura di: Benito Stavolone
Voto: 71/100

Tracklist:1. Tar-Calion 07:15
2. Silvertine 08:53
3. Carcharoth 09:19
4. Herumor 07:08
5. Barrow-downs 02:47 instrumental
6. Night Fell Behind 07:20
7. Mirklands 10:59
8. With Doom I Come 11:17

DURATA TOTALE: 01:04:58

Nessun commento