Baby Driver - Il genio della fuga (Recensione film)


Baby Driver - Il genio della fuga, film del 2017 di Edgar Wright, presenta un cast eccezionale. Cominciamo dal protagonista “Baby” che viene impersonato da Ansel Elgort, protagonista in più di un film della serie di film young adult “Divergent”, co-protagonista nel film “Colpa delle stelle”, film che tanti cuori ha fatto sospirare ed ha preso parte anche a “Men, Women & Children”, un film sicuramente interessante che tanto racconta, tra l’altro, del nostro odierno rapporto con la multimedialità.

Poi ci sono Kevin Spacey, Lily James, Jon Bernthal e Jamie Foxx. Il primo non ha bisogno di nessuna presentazione, la seconda è una giovane stella rampante del cinema odierno, Jon Bernthal, dopo The walking dead, ora è sotto i riflettori per essere “diventato” il Frank Castle di “The punisher”, personaggio che possiamo trovare anche nella serie “Daredevil”, entrambe serie originali di Netflix. C’è anche Eiza González, conosciuta soprattutto per aver preso parte alla serie televisiva “Dal tramonto all'alba”, serie basata sul film che porta lo stesso nome.


Insomma, con questo cast eccezionale il film non può che essere eccezionale. Ed è così! Il film parla di un giovane, il su citato “Baby” che è appena un adolescente ma ha un’abilità davvero disumana alla guida delle auto. Questa sua abilità viene sfruttata da un criminale(Kevin Spacey) per compiere dei colpi. Baby, in queste sue imprese al confine tra realtà e fumetto, è accompagnato da altri criminali impersonati dagli attori citati sopra tranne che per Lily James che interpreta la “giovane fanciulla” della quale il ragazzo si innamora perdutamente. Per la trama vi lasciamo alla visione del film, un film action tanto avvincente e appassionante, ve lo assicuriamo!

Ora meglio parlarvi di una peculiarità del personaggio “Baby”: per quasi tutto il tempo del film, nelle rapine, come nella preparazione di esse, lo vediamo sempre con la musica sparata a tutto volume nelle orecchie, ovviamente grazie ad un paio di cuffie e all’ausilio di un lettore. Inoltre il ragazzo si diverte pure nel creare lui stesso delle canzoni con dei campioni registrati da scene di vita reale. Per Baby la musica è il mondo alternativo nel quale rifugiarsi per sfuggire alle brutture del mondo reale: un esotismo spaziale dal sapore idealistico e visionario. Oltretutto la figura della cameriera impersonata da Lily James, grazie soprattutto alla bellezza dell’attrice, diventa una figura ideale da raggiungere, un paradiso ideale da conquistare.

Quindi, non diciamo altro. È un film tutto da gustare come un gelato di grandi proporzioni da finire e da leccare tutto. E’ un film cool, un film che “attira” come una sorta di magnete...

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