1922 (Recensione film)


1922 è un film originale di Netflix del 2017 tratto dal racconto omonimo di Stephen King. Il film comincia con Wilfred che scrive in una stanza d’albergo: l’uomo racconta quello che è successo nel 1922. In questo anno egli, con la complicità del figlio Henry, uccise la moglie Arlette.

Il film, poi, comincia la narrazione dal 1922. Ci sono forti tensioni fra Wilfred e la moglie a causa del terreno in cui è posta la casa in cui abitano: Arlette vuole vendere tale terreno perché ha deciso di lasciare il posto in cui vivono per trasferirsi in città ed aprire un negozio di vestiti. Il marito e il figlio sono contrari alla cosa e per questo decidono insieme di uccidere Arlette. Poi Wilfred, dopo aver ucciso la moglie, la butta in un pozzo e copre il tutto con il terreno.

Con il passare del tempo Henry lascia il padre per andare dalla sua ragazza Shannon, la quale era stata mandata via da casa perché incinta. Shannon ed Henry, fuggiaschi e criminali per delle rapine compiute da Henry, muoiono insieme nel freddo.
Intanto, per Wilfred le cose non vanno bene: l’uomo soffre di allucinazioni visive in cui vede la moglie come una sorta di morto-vivente. Infatti, in una scena del film, l’uomo ha visto il corpo della moglie dilaniato dai topi. Stessa cosa che succede anche al figlio e Shannon: infatti l’uomo vede il cadavere del figlio anche esso sbranato dai topi in volto.

I topi ricorrono per gran parte del film e sembrano simboleggiare i sensi di colpa che non danno tregua a Wilfred. Terrificante la visione di Arlette da morto-vivente: il trucco è prodigioso e ci mostra una Molly Parker, nei panni di Arlette, davvero orripilante e suggestiva. Thomas Jane nel ruolo di Wilfred è da Oscar a mio giudizio: egli mette in scena un personaggio torbido, sporco, rude, villano e soprattutto un killer glaciale disposto a tutto pur di difendere se stesso e suo figlio, un personaggio poi dilaniato dai sensi di colpa. 1922 è un thriller psicologico stupendo con continui colpi di scena e scene a tratti davvero disturbanti che mirano a scuotere lo spettatore. Una tragedia spettacolare il film in questione, una tragedia umana che ci fa riflettere tanto. C’era una via alternativa all’omicidio di Arlette? Questa è la domanda che serpeggia verso la fine del film. Ebbene si c’era, Wilfred lo ammette. Ma ormai è tutto irrimediabilmente compromesso e non si può tornare indietro ma solo lasciarsi andare alla dissoluzione e poi alla morte: niente potrà mai cancellare l’atroce delitto commesso.

Nessun commento