VANTERRANIA "Electronix" (Recensione)

Full-length, Autoprodotto
(2017)

Presentiamo questo artista ai nostri lettori riportando le sue stesse note biografiche: "Giovanni Brancati "alias" Vanterrania, vissuto nel Catanese, diede inizio al proprio percorso artistico come chitarrista negli anni '80, collaborando con varie rock band della zona, cimentandosi in concerti nelle piazze e serate nei locali che fecero da trampolino di lancio verso la ricerca di nuove sonorità. Egli così iniziò un percorso di sperimentazione basato su l’uso di sequencer, synth e chitarre.

La voglia di creare e sperimentare nuovi suoni ha generato diverse composizioni di colonne sonore facendo prevalere soprattutto sonorità elettroniche, alternative, indie. L’influenza dei molteplici stili musicali in varia misura ovvero punk, rock, industrial ed elettronica con cui si è da sempre confrontato hanno spinto a cercare un approccio elettronico ed originale".

Il disco in questione cerca di fondere rock ed elettronica, ma mantiene una base particolare: i suoni sono elaborati secondo una logica "old style" di elettronica, ed infatti le tonnellate di "flanger" avvolgono un po' tutti brani, donando loro una tridimensiionalità ridondante e, volendo, somigliante al concetto di elettronica in voga più nei decenni passati, piuttosto che ai giorni nostri. 

Un disco che potrebbe fungere tranquillamente da colonna sonora di un'opera cinematografica, ma che vedo comunque incalanata in un concetto fuori dai tempi e assolutamente poco stereotipato. 
Il fatto poi che l'opera sia priva di voce la rende sicuramente più pregna di fascino e carica di atmosfera. Onestamente sembra un viaggio contorto che potrebbe unirsi benissimo al cinema di Cronenberg, tanto per fare un esempio. Insomma, la visionarietà non manca di certo a Vanterrania, che ci martella con dodici episodi di sfogo spaziale e cerebrale.

Insomma, se siete avvezzi alla musica non convenzionale e non badate troppo al perfezionismo, questo disco potrebbe attirare la vostra attenzione, ma lo ripeto: il concetto di rock ed elettronica in questa sede non va inteso nella sua accezione più attuale, ma come una forma di espressione sperimentale che richiama molto i primi vagiti ed esperimenti in questi generi. Interessante!

Recensione a cura: Sergio Vinci "Komsos Reversum"
Voto: 75/100

Tracklist:

01) Cyber – 05:44
02) Data Wave – 02:03
03) Electronix 09 – 04:04
04) Enigma – 03:01
05) Field – 03:36
06) H2o – 05:18
07) High Voltage – 06:16
08) On – 09:27
09) Robot – 08:13
10) Mega – 03:51
11) Virtual Love – 02:58
12) Mechanical Arms – 02:11

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