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THE REPTILIAN SESSION "The Reptilian Session" (Recensione)

Full-length, Dead Seed Productions
(2017)


Band romana che approda, dopo un "collaudo" sotto forma di demo uscito nel 2015, al suo primo full-length. In realtà scorrendo la tracklist, che in questo album consta di sette tracce totali, ci accorgiamo che quel demo è stato ripescato nella sua interezza e aggiunto di tre nuove tracce inedite. Certo in due anni di attività era lecito aspettarsi qualcosa di più, ma forse potrebbe dipendere anche da una richiesta di ristampa sotto la loro attuale label, o chissà cos'altro. Ma quello che ci compete è recensire cosa ascoltiamo e quello faremo, anzi farò.

La realtà che mi trovo di fronte è di tutto rispetto: un black metal primordiale che affonda le sue radici a partire dagli anni Ottanta, e in cui viene iniettata una sana dose di ignoranza thrash e accenni black n' roll (che in pratica è ciò che facevano i Venom al'inizio). La tracklist quindi si rivela abbastanza omogenea, dove schegge nere come "Dark Matter Of Anti-Universe", "The Feast Of The Reptiles" e "The Dungeon Before The Void", ovvero le prime tre tracce, ci dimostrano in pieno volto cosa voglia dire prendere un cazzotto di metal estremo ignorante, senza nè preavviso e tantomeno complimenti. Chitarre al vetriolo, riff scarnificati e scarnificanti forgiano delle bordate thrash-black davvero rabbiose e velenose, in cui una voce urlata e folle fa da contorno ben gradito. La batteria ha un suono davvero ottimo, live al punto giusto, ma la sensazione che ho è che proprio tutti gli strumenti siano stati registrati assieme e non separatamente come consuetudine. Se così non fosse, spero che la band intenda ciò che ho detto come un complimento, perchè il tutto suona molto bene e fottutamente live!

Il resto della tracklist vede una cover abbastanza bastarda e morbosa di “Double Dare” dei Bauhaus,  una traccia simil ambient-noise chiamata "The Dungeon Before The Void (Sirio Gry J "March To Hell" Edit)", ma anche di altre amenità come “Cosmic Glorification Of Evil”, dal riff portante marcissimo ed ipnotico. Un mid tempo di batteria accompagna tale putridità e oscurità e un basso pulsante ne accentua i battiti di cassa. Successivamente la violenza prende il sopravvento e la band ne esce nuovamente vincitrice. Inutile che nomini ed elenchi ancora, perchè credo che l'antifona si sia capita, e se non siete convinti, sappiate che la conclusiva "The Black Exoplanet" è letteralemente un calcio nelle gengive, che chiude la partita.
Volete del vecchio, insano black-thrash metal? Volete una produzione anni Ottanta? Stufi dei vari Enzo Miccio del black metal? Allora supportate questa band. Satana approva.

Recenione a cura di: Sergio Vinci
Voto: 78/100

Tracklist:
01. Dark Matter Of Anti-Universe
02. The Feast Of The Reptiles
03. The Dungeon Before The Void
04. Cosmic Glorification Of Evil
05. The Dungeon Before The Void (Sirio Gry J "March To Hell" Edit)
06. Double Dare
07. The Black Exoplanet

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