M.F.A. presenta il connubio arte-morte (Recensione film)


M.F.A. è un film del 2017 di Natalia Leite che ha come protagonista principale Noelle, una studentessa interpretata da Francesca Eastwood, figlia dell’arcifamoso attore Clint Eastwood. Noelle viene stuprata da un suo coetaneo in una festa. Noelle, poi, torna dal suo violentatore per discutere dell’accaduto e in un contrasto abbastanza concitato costui cade dal piano superiore di una casa e muore. Noelle viene a sapere che altre studentesse universitarie hanno subito la stessa violenza patita da lei ed assume il ruolo di giustiziere solitario per vendicare tali offese.


Noelle, all'inizio del film, dopo lo stupro, si era rivolta ad una sorta di consulente scolastico senza ottenere risultati. Ecco, perché la ragazza decide di farsi giustizia da sola. Una storia che fa pensare a 13, serie di Neflix che parla di un caso di bullismo ed anche di uno stupro, entrambe le cose a danno della stessa ragazza. Anche in questa serie televisiva la protagonista ha a che fare con la “mancanza” delle istituzioni in casi del genere.

Il film è un thriller tutto particolare. Natalia Leite ha colpito già molti con il suo film di debutto Bare, film nel quale troviamo attori di una certa fama, ossia Dianna Agron, Paz de la Huerta e Chris Zylka. Perché Bare ha colpito? Per i suoi colori soprattutto, colori che sembrano portarci in un’atmosfera alquanto surreale. Invece, M.F.A. colpisce per la trasformazione di Noelle e delle sue opere. Noelle, prima di diventare un’assassina, non riusciva ad esprimersi al meglio nelle sue opere d’arte. Con la sua nuova natura di uccisore le sue opere acquistano un fascino perverso che ammalia lo spettatore. Inoltre, all’inizio del film, la vediamo introversa e chiusa in se stessa. Con l’andare in avanti del film la vediamo sempre più audace e spregiudicata e Francesca Eastwood è prodigiosa nel mostrarci questa trasformazione del suo personaggio. 



Arte e morte, un connubio che ultimamente è stato proposto anche in The Devil's Candy, un film dove, tra l’altro, c’è un pittore che da vita ad un quadro dai tratti satanici che raffigura bambini sfigurati, gli stessi bambini che vengono uccisi nel film. Arte e morte come mix alquanto attraente e affascinante che punta a conquistare tanti spettatori.

Oltretutto, come non notarlo, Natalia Leite ci presenta Noelle come una sorta di eroina, di supereroe con sembianza umane e senza superpoteri. Nel fare questo si avvicina molto alle ultime serie Marvel di Netflix, ossia quelle serie-tv nelle quali i superoi, rispetto a quelli dei film relativi, hanno connotati maggiormente umani con le relative debolezze ed insicurezze.

Per finire, M.F.A. è un film che non passa assolutamente inosservato e nella sua trama offre anche un finale sorprendente con un discorso appassionato di Noelle. Quindi, detto tutto questo, non potete perderlo. Da vedere assolutamente...

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