JOE PERRINO’S GROG "Bomba w w La Guerra"! (Recensione)

Full-length, Minotauro Records
(2017)

Joe Perrino è un musicista italiano che potrebbe essere definito quasi una leggenda. Nei suoi oltre trenta anni di attività ha attraversato varie acque, varie band, varie situazioni, alcune davvero di rilievo, essendo capace di cimentarsi in svariate situazioni, dal teatro, alla recitazione in video clip, al cinema e molti progetti musicali. Riportiamo quindi uno stralcio della sua biografia artistica: "Il progetto dei Grog è capitanato dal rocker Nicola Macciò alias Joe Perrino che con le sue performance vocali e fisiche riesce a coinvolgere il pubblico in uno spettacolo a tutto tondo.

Dopo aver affiancato i Litfiba nel tour di "17 Re" negli anni '80, con i quali condivideva management e etichetta discografica (IRA Records) ha continuato a reinterpretare il rock, e quindi se stesso senza perdere identità con stili musicali differenti fra loro. Con i Grog, Joe Perrino torna alle origini e stupisce ancora.I Grog nascono nel giugno 2009 dalle ceneri del mitico gruppo di Joe Perrino ELEFANTE BIANCO, con un nuovo groove, miscela tra ciò che ha caratterizzato il sound dei Joe Perrino & The Mellowtones e degli Elefante Bianco. Dopo l’album di debutto “L’esercito del Male” del 2015 , ritornano finalmente con questa nuova attesa produzione dove vede la partecipazione di G.L.Perotti (Extrema), Ergobeat e Gianni Maroccolo ( CCCP-C.S.I-Litfiba )".

I giorni nostri quindi, sono occupati dal suo nuovo progetto, questi GROG, che giungono al secondo album. Il disco in questione è intriso di poesia, di testi toccanti e di una propensione musicale che, sebbene radicata nel rock duro, ha diversi elementi che strizzano l'occhio alla modernità. La voce di Joe Perrino si modula in base a quello che è il mood principale del brano, e passiamo quindi dalla calda interpretazione di pezzi come "La più grande delusione", pezzo in bilico tra tentazioni seventies e chitarre iper compresse figlie di certo industrial-noise, alla veemenza nichilista di "Bomba" e "La Giostra di Momotti", con quest'ultima che a più riprese mi ha fatto venire in mente il miglior Marilyn Manson. Ciò che però rende peculiare questo album e la musica di Joe Perrino, è l'uso quasi costante dell'organo Hammond, che viene impiegato sia nei pezzi più retrò, e sia in quelli più avanguardisti. E devo dire che questo approccio si rivela vincente e particolare, creando un muro di suono niente male, ma che risulta sempre decisamente originale, grazie anche all'impiego di molti samples, campionature di voci e altro ancora. Si continua infatti in questo senso nella ancora più sperimentale "La mia piccola Hiroshima (Feat. Ergobeat)", dotata di un ottimo refrain che si fa largo tra tappeti di chitarre ribassate e synth molto efficaci, per un rock moderno, ma cantato con la passione di chi arriva da un passato rock classico.
Abbiamo ancora altre due canzoni in tracklist, ovvero: “Oltre il dolore dell’incomprensione” e “Madre (Feat Gianni Maroccolo)”. La prima è una bella cavalcata rock ai limiti col nu metal, che se fosse uscita da un disco dei Disturbed non avrebbe sfigurato, la seconda era già presente nel precedente album dei Grog, ma qui riproposta in una vesta più intimista, con l'ausilio di Gianni Maroccolo (Litfiba- CCP-Csi- Marlene Kuntz ecc).
Un disco in conclusione che lascia davvero soddisfatti, perchè riesce a mescolare senza far scontrare tra loro diversi elementi: moderno e antico, rilassatezza e durezza, malinconia e riscatto. Un album che ha la forza di un debutto di una band alle prime armi, ma che probabilmente la supera, grazie alla maturità dei musicisti navigati coinvolti nell'opera. Consigliato caldamente!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100


Tracklist:

1. Bomba (Feat G. L. Perotti)
2. La piu' grande delusione
3. La giostra di momotti
4. La mia piccola Hiroshima (Feat. Ergobeat)
5. Oltre il dolore dell'incomprensione
6. Madre rmx (Feat. Gianni Gianni Maroccolo)

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