RU FUS "Rebus" (Recensione)

EP, Ghost Label Record
(2017)

Ru Fus e’ il progetto solista di Emiliano Valente, ex componente di Zen Circus, The Bugz, Reverberati, e ospitiamo nuovamente questo artista sulle nostre pagine, come già avevamo fatto per il primo album, uscito nel 2014 e intitolato semplicemente "Ru Fus" e per il secondo, "In Fabula". Oggi questo progetto si presenta con un nuovo ep, "Rebus", che ha alcune novità. La prima e forse più importante è che il disco in questione è un'opera quasi totalmente unplugged e la batteria si fa viva solo in alcuni brani, come in "Rebus" e "Deadly River".

Questa volta siamo praticamente al cospetto di un progetto ancora più intimamente solista, dove la figura di Emiliano Valente è ingombrante, e viene accompagnata solo da Giacomo Bracaleoni (Vocal & Cello) e da alcuni altri guest. Il grunge è ancora presente, soprattutto nelle canzoni con una vera e propria batteria suonata, mentre le altre sono un compendio soffuso, malinconico e sognante di quello che il genere in questione ci ha offerto soprattutto nei famosi unplugged degli anni Novanta, dai Nirvana, agli Stone Temple Pilots, ai Pearl Jam e così via. E come dimenticarsi di quelle opere tanto belle e sofferte? Oggi quasi tutti quei cantanti non ci sono più, cantori all'epoca di un disagio vero, che è poi diventato ancora più tangibile negli ultimi anni con le loro tragiche morti.

Non c'è solo malinconia comunque in questi brani, ad esempio "Vanish Point" offre anche soluzioni vagamente spensierate, ma è anche vero che l'allegria non emerge mai totalmente. Anche gli spiragli di "solarità" hanno sempre un substrato amaro ben sottolineato dalla voce tagliente di Giacomo Bracaleoni, molto simile, a tratti, a quella del giustamente compianto Cobain, sebbene al netto delle esasperazioni urlate che quest'ultimo interpretava magistralmente.

Insomma un disco per nostalgici, anche a giudicare dai suoni non troppo elaborati e del tutto naturali che questo disco ci propone, in linea con le produzioni degli anni Novanta e per niente collocabili nelle super "pompature" odierne.
Un disco semplice ma molto emozionale, che colpirà subito al cuore coloro che certe epoche le hanno vissute in diretta e amate. La traccia di chiusura è un capolavoro che eleva anche le altre canzoni, una ballata splendida di sola chitarra e voce intitolata "Highway"...Consigliatissimo!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100

Tracklist:

1. Rodeo 02:31
2. SpitMilk Generation 02:49
3. Rebus 04:13
4. Vanish Point 03:06
5. Deadly river 03:38
6. Highway 03:27

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