PAUL PEDANA "Ex-Human" (Recensione)

Full-length, Independent
(2017)

Una vera bomba questo "Ex-Human" dell'artista umbro e polistrumentista Paul Pedana. Non ci sono altre parole per descrivere il contenuto di questo disco. Tetro, atmosferico, melodico, accattivante. Un rock dalle tinte alternative che avvolge l'anima e la porta a riflettere, elevandola al di sopra delle solite situazioni mediocri e superficiali a cui ultimamente siamo abituati ad assistere, musicali ed extra musicali. Il percorso di questo artista precedente all'uscita di questo disco è talmente ricco e pieno di sostanza che preferirei omettere tutta la sua biografia, altrimenti servirebbe un articolo a tema solo per questo.
Dico che il nostro caro artista ha percorso tour con gente importante come Kasabian, Guano Apes, Skillet e John Newman, Afterhours. Il tutto in Italia ma anche all'estero, fino a Minsk in Bielorissia.

Di pari passo alla ottima musica, Paul in questo disco parla di deumanizzazione, ovvero quel processo che vede coinvolti noi tutti, un'epoca in cui il "digitale" ci sta inghiottendo sempre di più a scapito di veri rapporti interpersonali. Paul però sa bene cosa voglia dire il termine "realtà", perchè per un periodo si è anche esibito come artista di strada, dove si può ancora respirare il feedback delle persone che si fermano a guardarti, a cercare di capire cosa ha dentro una persona che coraggiosamente non ha bisogno di pareti "sicure" per esprimersi, ma solo di esprimersi perchè quella è la sua strada. Riporto quindi solo un piccolo stralcio dalla sua biografia: "Paul Pedana nel corso del tempo acquista una certa padronanza di se stesso sul palcoscenico, dominando la scena in ogni esibizione e scrive, ispirandosi a qualsiasi forma di dolore, sia personale che esterna (perché la straordinarietà dell’arte, molto spesso, a parer suo, nasce proprio da esso) più di cento brani, di cui la metà pubblicati e altrettanti inediti".

Da qui in poi viene da sè che non occorre molto altro per convincervi della sincerità e profondità della sua musica, e non occorre citare brani migliori o peggiori. Ognuno brilla di una luce particolare, un qualcosa di magico che vi contagerà. Tra Radiohead, The Verve, primi Coldplay. Muse, Oasis, ed echi di tutto il rock alternativo in voga soprattutto negli anni Novanta ma attualizzato con suoni ed arrangiamenti attualissimi, con anche l'uso di campionamenti, tastiere, synth ecc., Paul ci regala una interpretazione vocale melodica da brividi, trame sonore talvolta più tenui e talvolta più accese, in cui però il rock è sempre protagonista, ma in cui è tangibile l'emozione che l'artista in questione vuole trasmettere. Ci sono parti del disco davvero commoventi, intense, sofferte, drammatiche, ma non si ha mai la sensazione di essere di fronte ad un album nichilista. Semplicemente queste sono le emozioni negative che ispirano Paul per la sua musica, ma in cui in fondo, è sempre viva quella scintilla chiamata riscatto. La cosa che io ne ho tratto da questo disco è che tutto quello qui racchiuso riguarda ciascuno di noi, e non è un messaggio da poco, soprattutto se ci si sente parte di questa musica anche sentendola per la prima volta.

Un album per persone sensibili, che sapranno carpirne la sua anima esistenziale (ecco il perchè del termine "Existential Rock"). Chi non si emozionerà all'ascolto di questo disco per me batterà un record. La vedo una impresa quesi impossibile! Bellissimo e toccante, non aggiungo altro.


Recensione a cura di Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 85/100

Tracklist:
1. All These Rubbles (Cd e Vinile)
2. Psyborg (Cd e Vinile)
3. The Hummingbird (Cd e Vinile)
4. Ellie The Alien (Cd e Vinile)
5. Silence (Cd)
6. Come In (Cd e Vinile)
7. Kate (Cd e Vinile)
8. Pay (Cd e Vinile)
9. Hello Sweet World (Cd e Vinile)
10. Dreaming (Cd e Vinile)
11. My Lovely Lonely Place (Cd)
12. Suave (Cd e Vinile)

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