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BLOWOUT "Buried Strength" (Recensione)

Full-length, Metalmorfosi
(2017)

I Blowout sono una band stoner/doom metal proveniente da Mezzolombardo (TN), e partono con la loro attvità nel 2013. E’ nel 2016 che si concretizza l’idea di realizzare il primo lavoro discografico dal titolo "Buried Strength", disco registrato al 8lab studio di Trento (basso, chitarre, batteria), al Nologo studio (voci e cori) di Laives (Bolzano), con mixaggio effettuato pure al Nologo studio e il mastering svolto al Swift mastering di Londra (UK). Special Guest nella traccia numero 5 dal titolo “Stomp on fire” è Dario Cappanera (KAPPA)(Strana Officina – Francesco Renga – Vasco Rossi – REBELDEVIL ecc).

Immaginate un incontro tra i Down, i Cathedral, i Crowbar e lo sludge più pesante, maligno, e potrete arrivare a capire che i Nostri non sono molto avvezzi a scrivere pezzi easy-listening, ma al contrario sembrano attenti a costruire un muro sonoro fatto di chitarre heavy e batteria possente, e la voce velenosa di Igor Rossi che scandisce strofe dure e quadrate per i suoi testi.
L'oscurità la fa da padrona in tutto il disco, e questo è ben testimoniato dalle due tracce poste in apertura, ovvero la prima e devastante "Cheers In Hell" e la seconda, leggermente più melodica ma malata "Slum", dove anche la voce sembra tessere melodie più introspettive e malinconiche, che poggiano su chitarroni ribassati che si aprono nel bel ritornello. Affiorano anche accenni di chitarra acustica in questo pezzo e un bell'assolo di chitarra posto nella parte centrale del pezzo. "Stomp On Fire" è un pezzo che davvero sembra uscito dai primi album dei Cathedral, compresa una voce che molto mi ha ricordato quella di Lee Dorrian. Un blues metal cupo e strisciante che avvolge molto bene i nostri timpani, per mollarli solo in piccolissimi spiragli che si aprono di tanto in tanto, tra tonfi di tamburi e chitarre ribassate e strabordanti.

"Be Divided Be Ruled" è un'altra palata di dimensioni immani, dove la band si immerge nuovamente in territori paludosi cari alla Louisiana e viene da pensare nuovamente a tutta la gentaglia che Anselmo si porta appresso con tutti i suoi progetti più o meno inneggianti ai grandi Black Sabbath. 
"Stomp on Fire" è sempre pesantissima, ma leggermente più dilatata nel sound, sorretta da chitarre stoppate che però si aprono spesso in accordi che tendono la mano alla melodia. Insomma, siamo leggermente in terreni meno pesanti, ma fondamentalmente la band non molla nemmeno in questo caso, se non in un bel bridge fatto di chitarre acustiche e che molto rimandano ai Down del secondo album "Down II".

Potrei ancora citare tutte le tracce, una per una, ma direi che già potrete godere nell'ascoltare quelle che ho evidenziato, ricordandovi che le altre si mantengono sugli stessi livelli qualitativi, e che ogni amante delle sonorità southern, doom e sludge, troveranno in questo disco qualcosa di realmente valido. 
Un disco che gli appassionati del fango e della sua pesantezza non possono lasciarsi sfuggire!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Cheers in hell
2. Slum
3. Feel The Phantom Pain
4. Be Divided Be Ruled
5. Stomp On Fire
6. Ghost Shadow
7. Buried Strength
8. Scars of the Road

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