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EXTINCTION ‘The Monarch Slaves’ (Recensione)

Full-length, Unholy Fire Records
(2017)

Attivi da metà Novanta, gli Extinction hanno iniziato con una base a Lecce, dove la formazione ancora in erba partorì il demo "Progress Regress" (1996), che al tempo suscitò ottimi pareri dalla critica specializzata. Con gli anni la mente della band, ovvero Danilo Bonuso (chitarra), si trasferì a Torino, e così allo stato attuale abbiamo una formazione di cinque elementi, dove appunto è rimasto il solo Bonuso come mebro originario di questa band.

In questo 2017 la band mette nero su bianco, tornando più forte che mai cone questo "The Monarch Slaves"! Signori thrashers, credetemi, questo album è un ottimo esempio di cosa vada ricercato in un album di questo genere; le ritmiche spaccaossa create dal batterista Alberto Scrivano e dall'ottimo bassista Marco Vicenza sorreggono il riffing teso e spigoloso di un Bonuso mai domo e da Marco Campanati, che macinano riff a volte più groovy, altre volte più old school, senza mai dimenticare la fase solista, che è ben presente con assoli e arrangiamenti stranianti e fulminei. In tutto questo, la cantante Alice Darkpeace si sposa alla perfezione. Il suo timbro in scream risulta graffiante ma anche profondo, e mi ha ricordato l'operato di Sabina Classen degli Holy Moses. A mio avviso il più grande pregio di questa band è quello di saper coniugare il thrash metal con qualche accenno death, in un alone malsano e opprimente, ma con intuizioni che non scadono mai nel banale. Insomma, qui non siamo di fronte agli ennesimi cloni degli Exodus o dei Metallica, ma piuttosto potremmo tracciare un parallelo tra la scuola thrash teutonica di band come i già citati Holy Moses, Kreator, Destruction e Sodom, e la scuola brasiliana, Sepultura su tutti. Pezzi come "The Monarch Slaves", "Cnspirators", "Progress Regress", Wrong System", "Pain Of Mind" e "Latency" sono quanto di meglio ogni amante del thrash possa desiderare. Brani devastanti, prodotti alla grande e con un tiro e cattiveraia tali da poter concorrere con altri nomi ben più blasonati.

Se amate il thrash cattivo, oscuro, ma che allo stesso tempo è suonato in maniera intelligente non potete ignorare questo "The Monarch Slaves". Certi potranno dire che questo album non inventa niente di nuovo, ma personalmente rispondo che se una band riesce ad essere convincente pur suonando in maniera "classica", ha raggiunto un obiettivo ancor più difficile. Non è facile nel 2017 suonare thrash metal alla vecchia maniera non annoiando e mantenendo l'ascoltatore sempre attento. Gli Extinction ci sono riusciti, e mi auguro che questo ritorno dopo più di venti anni sia solo l'inizio di una serie di altri album di ottimo livello come questo.
PS: All'interno è presente anche una cover di "Smells Like Teen Spirit" dei Nirvana, che diventa...thrash/death! Bell'esperimento. Band da supportare, disco da ascoltare e acquistare!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100

Tracklist:
1. The Monarch Slaves 06:12
2. Conspirators 03:56
3. False Preachers 03:57
4. Fight for Yourself 06:46
5. Wrong System 04:42
6. Progress Regress 04:51
7. Pain of Mind 03:34
8. Smells Like Teen Spirit (Nirvana cover)
9. Latency 04:42
10. Under Control 06:35

DURATA TOTALE: 45:15

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