ASPHODELIA "Vengeance" (Recensione)

EP, Independent
(2016)

Gli Asphodelia sono una symphonic metal band nata a Foggia nel 2016. La formazione è composta dai seguenti elementi: Samuela (vocals, keyboards), Ruggero (guitar), Davide (bass) and Ludovico (drums). Nello stesso anno la band pubblica il qui presente ep, intitolato "Vengeance", che riceve ottimi riscontri dalla critica e crea una fanbase solida per la band, la quale ha già in cantiere molto altro, ovvero rilasciare a breve il primo full-length, che si intitolerà "Welcome Apocalypse", e sta programmando le date per un imminente tour europeo.

Ma andiamo ora ad esaminare questo ep. La band mi ha subito colpito per la particolarità della proposta, molto emozionante, mai banale, una musica ammantata di toni malinconici e oscuri, che si esplicano in un gothic-symphonic metal validissimo, dove la voce della bella e brava Samuela dà quel tocco in più, che eleva ogni composizione, ogni nota, ogni passaggio ad altissimi livelli.
Dopo una suggestiva intro, "Asphodel Meadows", la band dimostra la sua grandezza nella vera opener dell'album "Inner War", episodio bellissimo dove la band si rivela potente ma anche capace e abile nel cambiare da un momento all'altro intensità e colori. Prestazione maiuscola di tutti i musicisti e voce al top con la timbrica calda e sensuale di Samuela.
Si prosegue con la più cadenzata ma sempre malinconica "Dust", dove chitarre stoppate e ruggenti, sorrette da arpeggi stranianti marcano di tanto in tanto una composizione dark e dimessa. Molto belle le alternanze tra voce sussurrata e parti più melodiche che fanno di questo brano un altro grande episodio, che raggiunge il suo apice emotivo e struggente verso il finale, con tanto di piccole incursioni di doppia cassa da parte del drummer Ludovico.

Belle incursioni nell'elettronica in "Heroes", che mi ha ricordato un po' i Paradise Lost dell'era "Host", ovvero uno stile legato anche alla dark wave ma con chitarre che sannno graffiare quando serve. Come al solito le melodie vocali dipingono scenari sognanti e angelici. C'è da dire che la cantante è anche colei che si è occupata anche delle parti di tastiera, e in questo pezzo si sente tutta la sua bravura anche con questo strumento, che viene relegato al ruolo di riempitivo, ma che risulta molto efficace in fase di arrangiamento.
Chiusura dell'album con la potente e chiaro/scura "Flowers Of Evil", dove tutta la band dà vita a quello che per il sottoscritto è forse l'episodio più riuscito del disco.

Rimane poco da aggiungere, questa band potrebbe diventare "grande" in brevissimo tempo, e già col prossimo album, se le premesse sono così buone. Ci aspettiamo grandi cose e siamo curiosi sul loro proseguimento. Per adesso complimenti!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100

Tracklist:

1. Asphodel Meadows
2. Inner War
3. Dust
4. Heroes
5. Flowers Of Evil

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