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ACCEPT "The Rise of Chaos" (Recensione)

Full-length, Nuclear Blast
(2017) 

Tornano gli inossidabili Accept, ormai ultra collaudati con Mark Tornillo alla voce, e lo fanno con un altro gran bel disco. C'è un alone un po' più introspettivo che aleggia in questo album: gli Accept ci regalano tre quarti d'ora circa di puro heavy metal, ma i motori difficilmente prendono impennate troppo veloci. Piuttosto la band si concentra su mid tempo rocciosi e una qualità che comunque non viene mai meno. 

Per certi versi questo "The Rise Of Chaos" mi è piaciuto anche di più rispetto ad altri loro episodi recenti, proprio perchè pur non inventando nulla di nuovo e riconsegnandoci gli Accept che tanto conosciamo ed ammiriamo per alcune caratteristiche,  ha comunque il pregio di coinvolgere l'ascoltatore con un sound molto curato, ottimamamente prodotto e, come dicevo, dotato di tinte un po' più fosche e pessimistiche del solito. 
Sin dalla iniziale "Die by the Sword", epica e solenne nei cori e nei refrain, abbiamo di fronte una band compattissima, dove la chitarra di Hoffmann fabbrica riff dannatamente heavy, e la voce di Tornillo fa da cornice con una ottima e sentita interpretazione. Più lenta e heavy si presenta la successiva "Hole in the Head", mentre arriviamo alla terza traccia, ovvero, la title track, un muro di heavy metal classicissimo, con begli spazi dove fa bella figura la doppia cassa, ma la band non calca troppo sull'ecceleratore nemmeno qui.
Il tapping di chitarra apre "Koolaid", altro mid tempo metal che strizza l'occhio all'hard rock, con la voce di Tornillo che si fa molto simile a quella degli Ac/Dc (sia di Scott che Johnson), e di conseguenza anche il brano non si discosta molto dal famoso hard rock degli australiani.
"No Regrets" finalmente parte veloce con doppia cassa sparata, e ci troviamo quindi di fronte al primo vero brano sparato dell'album, baciato da una prestazione collettiva davvero buona. Ottimi anche gli assoli di chitarra, che duellano alla grande dopo la metà del brano.

Seconda parte di disco che viene chiuso con l'ottima "Race to Extinction", che segue le orme della prima, tra episodi più smaccatamente metal e altri più rock, ma in generale l'album scorre via davvero bene.
Un ritorno che è anche una ennesima conferma dell'ottimo stato di salute della band dell'era-Tornillo. Non hanno mai praticamente mai sbagliato un colpo con lui, e anche se non tutti i dischi ultimamente sono stati dei capolavori, per una band con quaranta anni di carriera sul groppone, questo è grasso che cola!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 75/100

Tracklist:
1. Die by the Sword 05:00 
2. Hole in the Head 04:01 
3. The Rise of Chaos 05:16 
4. Koolaid 04:58 
5. No Regrets 04:20 
6. Analog Man 04:10 
7. What's Done Is Done 04:08 
8. Worlds Colliding 04:28 
9. Carry the Weight 04:33 
10. Race to Extinction 05:24  

DURATA TOTALE:46:18 

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