KILLER4 "KIller4" (Recensione)

Full-length, Sliptrick Records
(2016)
Gli anni Novanta: grunge, alternative rock, nu metal e tante cose che, in un certo senso ci mancano oggi molto, più di quanto avremmo immaginato all'epoca. I Killer4 da Piacenza ci ricordano che quel tipo di approccio alla musica alternativa, a certo rock con richiami grunge, non è mai morto, e che tutto ritorna, seppur cambiato, adattato, al passo coi nostri tempi (ma nemmeno troppo, in questo caso). Insomma quel sound viscerale che riesce a scuoterti, ad emozionare pur con semplicità, come è il caso della proposta di questi ragazzi. “Killer4” è stato registrato nei mesi di febbraio-marzo 2016 presso gli studi Dancetool di Piacenza da Riccardo Demarosi ed è prodotto da quest’ultimo e dalla stessa band.
Il disco è uscito nel mese di novembre per l’etichetta Sliptrick Records. La grafica è a cura di Riccardo Covelli.
Semplicità, schiettezza, tanto rock, ma anche melodia ed emozionalità. Tutto questo a mio avviso si esplicita soprattutto dalla seconda traccia, "Run Away", una canzone che fonde rock duro e voci disperate grunge, e le chitarre di Dario Caruana (Voce e Chitarra) e Roberto Di Benedetto (Chitarra e cori), che colpiscono con riff semplici ma d'impatto. Subito dopo abbiamo un bell'attacco di basso distorto in “Stretch Out Your Hand to Me”, che dopo si unsce a tutti gli altri strumenti per creare un bell'hard rock venato di alternative, con vaghi e disparati richiami, dai Queens of the stone age, ai Nirvana, fino ad arrivare a certo punk rock in senso generico.
“Borderline Girl” continua il discorso punk rock, e in questo brano si può sentire la vena acida ed abrasiva dei primi Nirvana (ad esempio "Incesticide"), ma anche il trasporto del punk alla Bad Religion. Buona la prova vocale di Dario Caruana, ficcante nelle strofe e devastante nel ritornello urlato in maniera liberatoria. 
Chiude il disco “Release Me”, ottimo pezzo oscuro, che gioca molto su arpeggi stranianti di chitarra di chitarra, un basso pulsante, e un batteria lenta ma concreta. Questo pezzo ha un incedere quasi stoner-doom, e si rivela allucinato e visionario. Sicuramente degna chiusura che fa intravedere nuovi spiragli per il futuro della band volendo. 
Ottimo ep che fa ben sperare per il futuro. Li attendiamo al varco, si spera con un full-length!
Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 75/100
 
Tracklist:
1.The Pain’s Inside (Just Burn and Die)
2.Run Away
3. Stretch Your Hand To Me
4. Borderline Girl
5. Release Me

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