CROMOSAURI "Noiz!" (Recensione)

Full-length, Ghost Record Label
(2017)

Presentiamo questa band riportando dei punti salienti della biografia in nostro possesso: "Ispirati da Dinosaur Jr., Nirvana, Pearl Jam, Smashing Pumkins (la lista è lunga, evitiamo di riportarvela), la band si mette subito a comporre le proprie canzoni e nel novembre 2014 debutta dal vivo. I dinosauri colorati quindi iniziano a suonare in giro, affinando il loro grunge-rock preistorico. "Cromomito", un concept EP strumentale che racconta l’avventura di due ragazzi che devono diffondere i colori in un mondo grigio, vede la luce il 21 agosto 2015.
Le esperienze live si accumulano.
A dicembre 2015 la band inizia a registrare il primo album, "NOIZ!", questa volta cantato. I Cromosauri affrontano le proprie paure, le proprie insicurezze e denunciano un mondo che rende claustrofobici con brani caratterizzati da riff violenti, momenti di virtuosismo, ma anche momenti più delicati e intimi. Il disco vedrà la luce nel dicembre 2016 promosso da Ghost Label Record e distribuito da CrashSound, Believe e CODE7".
Venendo ora all'album e alla band, possiamo dire che le influenze citate possono essere calzanti, ma fino ad un certo punto, perchè da un lato la band non ha l'irruenza dei Nirvana ad esempio, e nemmeno la particolare malinconia venata di nostalgia degli Smashing Pumpkins. I brani sono tutti abbastanza brevi e non si impennano mai parlando di velocità, ma lasciano spazio a mid tempo a volte più adrenalinici e a volte meno, ma la rabbia rimane sempre un po' soffocata, se non raramente, come ad esempio in "Loud", dove anche la voce si fa più aspra.
Ad ogni modo si sente che la band vuole emozionare l'ascoltatore, basti ascoltare la bella e malinconica "Friendly", dove c'è un bell'alternarsi tra parti più melodiche e altre più rabbiose, sottolineate dalle chitarre ringhiose.
In ogni caso questo album a mio avviso ha molti pregi ma qualche difetto che ne impedisce la piena riuscita globale e tarpa un po' le ali a canzoni che sembrano aver potenziale, ma che alla fine risulta un po' inespresso. Occorre innanzitutto una produzione più "piena" che accentui di più le chirarre distorte in modo da marcare l'alternarsi di queste con quelle acustiche, come in "When Somebody Loses Himself" ad esempio, e poi le linee vocali di Davide Salvadori mancano un po' di incisività, a causa di una prova un po' incolore. In ogni caso nulla di quello che ho appena detto è allarmante, perchè la band sul finale sembra trovare una quadra, piazzando episodi riusciti come "T-Rex" e la dura e cattiva "Bad", che mi ha ricordato vagamente i primi Silverchair.
Un disco ancora un po' immaturo, ma calcolando che questa band sta muovendo i suoi primi passi, ci siamo permessi di muovere qualche piccola critica, ma in senso costruttivo, proprio per fare in modo di poter ritrovare una band che al prossimo album possa esprimere al meglio i tanti lati positivi che si intravedono già in questo "Noiz!".

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 65/100

Tracklist:
01) Broken Green – 2.55
02) Acoustico – 3.14
03) Loud – 3.12
04) Friendly – 2.40
05) When Somebody Loses Himself – 3.42
06) T-Rex – 3.22
07) P.A.L. - 4.38
08) Bad – 3.38
09) Chocolate – 2.47

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