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PERSEFONE "Aathma" (Recensione)

Full-length, ViciSolum Productions
(2017)

I Persefone sono la miglior band di cui non hai mai sentito parlare. Nonostante la loro generale mancanza di riconoscimento mondiale, questi ragazzi della Andorra stanno rilasciando un Progressive Death metal di alto livello da oltre un decennio e hanno sostanzialmente stabilito il fatto che essi non sbagliano mai. Dal loro disco culto del 2006 “Core”, i Persefone hanno costantemente ampliato il loro sound senza mai sacrificare la qualità o l’originalità, e, anche se “Aathma” non corrisponde al loro meglio, trasporta comunque il marchio unico della band verso regni sconosciuti del suono, prendendo una moltitudine di rischi senza mai abbandonare del tutto il loro stile.

Nei quattro anni passati da “Spiritual Migration”, il suono dei Persefone è sceso per una buona parte di pesantezza Technical Death in favore di ariosità, tastiere e melodie di pianoforte ambientali. C’è una buona dose di spazio nel mix, creando un’atmosfera che è molto meno impegnativa di quanto si possa pensare da un disco così lungo e complesso. Non fraintendetemi, è ancora un album Death metal, ma pone una notevole quantità di enfasi sull’atmosfera. Sin dall’ inizio, “Aathma” colpisce l’ascoltatore con un paio di brani strumentali, per poi passare“Prison Skin”, la prima vera canzone. Questa procede in preparazione del terreno per il resto del record, fornendo una lunga, complessa e atmosferica prestazione Progressive Death metal. Tuttavia, introduce il vero difetto di “Aathma”: una generale mancanza di coerenza generale. E’ una buona canzone, senza dubbio, ma il fallimento delle sue numerose sezioni di transizione non sono veramente in sintonia e ostacolano considerevolmente il prodotto finale. Questo è un problema che permea in gran parte della prima metà del disco, in quanto c’è un certo senso di irregolarità che affligge le transizioni tra i brani. Le prestazioni stesse sono complesse e coinvolgenti, ma è comunque un aspetto deludente che in ultima analisi impedisce ad “Aathma” di raggiungere le vette dei suoi predecessori. 

Mentre le prime sei tracce seguono più o meno lo stesso modello, “Living Waves” deriva dal nulla, con un’apertura estesa. L’ inizio copre i primi due minuti della traccia e mi ha colpito come si possa trovare un modo così stravagante per rovinare uno dei migliori percorsi di “Aathma”, una canzone potenzialmente interessante andata però terribilmente a scemare. Tuttavia, con ascolti successivi, ho imparato ad apprezzare questo piccolo pezzo strano del record, etichettato come il momento in cui “Aathma” inizia veramente. Subito dopo la conclusione dell’ intro, “Living Waves” esplode in una sezione Death metal prima di lasciare spazio ad alcuni dei migliori songwriting del disco e dell’ implementazione atmosferica. Questo slancio porta “Aathma” fino alle sue battute conclusive, che prendono il nome di “Stillness is Timeless” e l’eccezionale title track divisa in quattro parti, in cui si distinguono anche alcuni dei migliori lavori della band fino ad oggi. Il titolo del brano, in particolare, richiama l’influenza da “Core”, con il ritorno di inquietanti ed emotive voci femminili. Dalla durata di quasi venti minuti, è una degna conclusione che serve a ricordare la supremazia silenziosa di Persefone nel mondo del Death metal.

La voce e il lavoro strumentale in tutto l’album sono di altissimo livello, ma ci si sente come se le cose non fossero pienamente soddisfacenti dal punto di vista compositivo fiino a “Living Waves”. Tuttavia, anche i brani come “No Face Mindless”, che non riescono a mantenere un coerente livello di qualità, riescono a vantare di alcuni momenti davvero fantastici, ma è comunque un po ‘sconfortante che i Persefone non riescano a mantenere lo stesso livello di coerenza dall’inizio alla fine. Paragonato ad altri album dello stesse genere, esclusa la discografia dei Persefone, però, “Aathma” è un trionfo. Prendono rischi e falliscono molte volte, ma è comunque coinvolgente ed estremamente piacevole. Non è l’album che consiglierei a chi non conosce i Persefone, ma sicuramente “Aathma” non deluderà gli appassionati del genere

Recensione a cura di: Benito Stavolone
Voto: 84/100 

Tracklist:
1. An Infinitesimal Spark 01:50 
2. One of Many... 01:27 instrumental
3. Prison Skin 06:21 
4. Spirals Within Thy Being 07:16
5. Cosmic Walkers 03:22 instrumental
6. No Faced Mindless 05:52
7. Living Waves 05:45
8. Vacuum 02:13 instrumental
9. Stillness Is Timeless 09:36
10. Aathma: Part I. Universal Oneness, Part II. Spiritual Bliss, Part III. One with the Light, Part IV. ...Many of One 20:00

DURATA TOTALE: 01:03:42

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