Intervista: SANTACROCE

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Alessio Santacroce, autore dell'interessantissimo album "Migras". Un rock italiano che attraverso musica e parole inviterà molti a riflettere, ne siamo sicuri...A voi.

1) Ciao Alessio e benvenuto sulla nostra zine. Vuoi ripercorrere brevemente i punti salienti della tua carriera fino ad oggi per presentarti ai nostri lettori?

Grazie a voi per l’ospitalità. Diciamo che sono un autore molto curioso che ha cominciato con le canzoni per passare ai romanzi e ai programmi televisivi e poi tornare alle origini. Con la parola autore riassumo tutto.

2) Come nasce di solito un tuo brano?

Nasce dalla più pura ispirazione, non mi metto mai a tavolino a scrivere un pezzo. Possono passare anche mesi o anni, l’importante è che io riesca a trasmettere all’ascoltatore quel momento in cui avviene la magia, una magia che è difficile spiegare e che non ha prezzo.
  
3) Dove sono avvenute le registrazioni di "Migras"?

Allo Shangai Recording Studio di Rosignano diretto da Jimmy Barrow, già chitarrista della metalcore band Helia. Devo a lui la modernità del suono che ha Migras, mi ha accontentato in tutto e per tutto, soprattutto nel suono della mia Gibson.

4) Di chi è la bella voce femminile che appare in "Clorophille" e anche in altri pezzi?

Della meravigliosa Vanessa Caracciolo, una vocalist metal che si è messa in gioco in un genere diverso dimostrando tutto il suo talento. Ha una voce che mi fa star bene e lontana anni luce dai canoni dei talent.

5) Di cosa parlano i testi di "Migras"?

Di migrazione umana ma anche di migrazione dell’anima, di ingiustizia e redenzione, di riflessioni personali e confronti con i propri fantasmi.

6) Come sono state, fino ad ora, le opinioni riguardo "Migras" da parte di stampa specializzata e pubblico?

Talmente positive che sono il primo ad esserne stupito. Essendo un lavoro lontanissimo da qualsiasi deriva mainstream pensavo che interessasse poco…invece il messaggio è arrivato forte e chiaro e ne sono felice. Alcune recensioni sono talmente azzeccate che le terrò con me come ricordo indelebile.

7) Il tuo stile è un mix ben riuscito tra note e testi molto impegnati. Cosa vuoi trasmettere all'ascoltatore tramite le tue note e le tue parole? Credi che la musica abbia il potere di far pensare la gente più di altre cose?

Questa è l’illusione che abbiamo noi autori “impegnati”, e dobbiamo crederci fino in fondo perché abbiamo un ruolo importante, scatenare il pensiero. Anche se ci riusciamo con una persona soltanto è già tantissimo. Quando, come me, non si ha nessuna velleità di diventare “famosi” è l’unica cosa che conta davvero.
 
8) Stai lavorando su nuova musica? E cosa dobbiamo aspettarci in futuro da te?

Al momento sto pensando a Migras e alle date, quando arriveranno nuove emozioni sono certo che arriveranno anche nuovi brani. Sarà il tempo a decidere e io mi tengo pronto.

9) Quali sono e sono state le tue principali influenze musicali?

Sono fondamentalmente un metallaro, ma ascolto davvero tutto. Ho fondato e diretto per anni una rubrica musicale sul quotidiano della mia città, quindi ho l’orecchio parecchio allenato. Siamo comunque tutti figli del rock anni ’70, senza i Black Sabbath o i Led Zeppelin (solo per citare due nomi leggendari) sarebbe stato un mondo peggiore.

10) A te le ultime parole famose!

Un consiglio alle nuove leve…scrivete e suonate solo musica originale e state lontani dai pagliacci delle tribute band, fanno solo male alla musica. Grazie di tutto.


Intervista a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum

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