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Intervista: Anèma

Il progressive in tutte le sue sfaccettature trova una valida interpretazione attraverso l'album di debutto degli Anèma, intitolato "After the Sea", e recensito QUI.
Di seguito potete trovare il resoconto dell'interessante chiacchierata che abbiamo scambiato con la band!

1) Ciao e benvenuti sulla nostra zine! Vogliamo iniziare facendo una breve introduzione con qualche cenno biografico sulla vostra band per presentarvi ai nostri lettori?

Ciao! Il nostro percorso artistico comincia a gennaio 2015, quando Dario, bassista e principale compositore della band, propone a Lorenzo - chitarrista - di dare alla luce un gruppo dalla vocazione progressive-rock, genere che unì fin da subito Baco - cantante - forme sonore tanto care a lui, sia per le esperienze passate, sia per la vena introspettiva e poetica.
Dopo alcuni avvicendamenti alla batteria, incontriamo Salvo, e la sezione ritmica assume finalmente nuova linfa e vigore.

2) Come nasce solitamente un vostro brano? C'è un compositore principale all'interno della band?

La parte musicale è generalmente affidata alla vena compositiva di Dario e Lorenzo, mentre Baco collabora alla fase lirica e Salvo contribuisce alla rifinitura della sezione ritmica.


3) Dove sono avvenute le registrazioni di "After the Sea"?

La stesura iniziale è avvenuta negli studi di registrazione di ogni membro della band, successivamente nella sala-studio di Dario. Per le fasi di mixing e mastering, il nostro carissimo Roberto Giannì ha contribuito in maniera essenziale e precisa alla Pulp Project Recording Studio di Siracusa.

4) Il prog rock e il prog metal fanno parte del vostro sound. Quali sono state le vostre influenze che vi hanno portato ad abbracciare questi stili?

Sicuramente i due generi citati assumono una veste di tutto rilievo nelle nostre abitudini musicali e di composizione: Dream Theater, Genesis, Pain of Salvation, Fates Warning, Rush, Pink Floyd, Pfm, Banco del Mutuo Soccorso, It Bites e molti altri sono stati protagonisti della nostra crescita artistica. Riteniamo che il vero carattere di discrimine della nostra band rispetto ai costumi compositivi attuali sia, tuttavia, l’eterogeneità di ascolti (che ha un inevitabile reverbero sul momento creativo): in Let The Sky in the Mailand traspare un’urgenza nu-metal a là Deftones, per esempio; in Song For Nothing, ancora, le suggestioni armoniche pagano un forte tributo alle melodie di Pat Metheny.

5) Di cosa parlano i testi di "After the Sea"?

Il concept ha come leit motive uno dei temi di attualità che più attanaglia le realtà sociali - prima che politiche - del mondo occidentale: l’immigrazione. Narrato interamente dal punto di vista del migrante, After The Sea affronta in maniera anticonvenzionale la retorica del sogno di una terra e di una vita migliore. Desiderio che si scontra con il crudo naturalismo d’Occidente, velo attraverso il quale scorgere il vizio dell’omologazione e della acculturazione, non è difficile. Ecco che la chimera di un mondo assolutamente diverso rispetto a quello di partenza si sgretola: con sé i cocci del bel docile marmo della quotidianità capitalistica, che nulla ha di solido.

  
6) Come sono state, fino ad ora, le opinioni riguardo "After the Sea" da parte da parte degli addetti ai lavori e qual è stata la risposta del pubblico?

Una label di nostra conoscenza ha definitivo l’opera: “ricca di spunti d’atmosfera, e idee innovative che escono fuori dai classici canoni prog, strutturato in maniera da rendere il prodotto originale alla portata di tutti gli amanti del genere.” Non so se il nostro lavoro rispecchia esattamente tali definizioni, ma l’intento è quello di portare le diverse influenze in uno stile più o meno omogeneo. Per quanto concerne la risposta del pubblico, è assolutamente positiva, appurata nei nostri appuntamenti live dal 2015 ad oggi.

7) Chi ha realizzato l'artwork di "After the Sea" e qual è il suo significato?

La grafica l’ha realizzata un amico del cantante, Sebi, legandosi principalmente al senso generale del concept album: il sogno di una nuova terra, la scoperta di nuovi territori, il desiderio di prosperità contrapposto alla variegata e cruda realtà.


8) State componendo nuova musica? E cosa dobbiamo aspettarci in futuro dalla vostra band? Qualche cambiamento radicale o percorrerete i sentieri già battuti con questo album?

C’è molto in cantiere. L’esperienza musicale degli Anèma è da ritenersi in continuo divenire: un po’ come è accaduto alla Letteratura di metà ‘900 con l’avvento del postmoderno e la distruzione dei generi letterari propriamente detti, a noi piace pensare che questi tempi esigano una totale libertà nell’atto artistico - che sia musica, pittura, scrittura o teatro. Tenteremo l’approccio alla scrittura dei testi in italiano e spazieremo tra atmosfere molto differenti per regalare - infine - omogeneità.

9) Vorrei che mi parlaste di come siete approdati ad un contratto con Sliptrick Records e come stanno andando le cose.

Tutto è giunto quasi per caso! Conoscevamo l’etichetta, grazie ad alcuni nostri amici musicisti, e abbiamo semplicemente contattato la sede italiana per far ascoltare “After The Sea”, ottenendo fin da subito un ottimo feedback! Le ristampe sono ancora in lavorazione, a breve ci saranno novità...

10) Ultima domanda. Siete attivi dal vivo? In Sicilia credo non sia sempre facile esibirsi, soprattutto se fai musica "dura"...Dico bene o è cambiato qualcosa, ammesso che l'Italia tutta ha un po' questo problema?

Da circa due anni abbiamo fatto diversi concerti in giro per la provincia di Siracusa, e ultimamente anche a Palermo per Rock Targato Italia. Inoltre, siamo in concorso per Arezzo Wave, FIM Fiera e Capitalent, speriamo bene! In Italia, l’universo hard-rock, prog-rock, prog-metal, e in genere gran parte della musica sperimentale, non sono valorizzati come meriterebbero, anzi possiamo dire che esiste un raro ascolto verso queste forme e stili musicali.

11) A voi le ultime parole famose!

Un saluto e un caloroso ringraziamento alla vostra WebZine, e ai nostri presenti e futuri fan! 
Stay Rock! 



Intervista a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"

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