JACK BRAIN "Epic Spleen" (Recensione)

Full-length, Independent
(2017)

Iniziamo con alcune note biografiche per introdurre questa one man band.
"Jack Brain è il progetto solista di Giacomo "Jack" Casile, musicista underground di Reggio Calabria già membro fondatore di Insomnia creep, Greetings from Terronia,H.S. e No more Nothing.Il progetto prende forma nel 2015 con l'intento di rielaborare in maniera personale le sonorità alternative rock/grunge anni 90, nascono così i 12 brani che andranno a far parte del primo full length ufficiale. Novembre 2016: iniziano le registrazioni nei Lex Audiolab. La line-up è composta dal solo Giacomo che ha registrato, composto e arrangiato tutti i brani del disco. Gennaio 2017: esce "Epic Spleen", primo album di Jack Brain".

Ecco quindi che mi trovo di fronte ad un primo album che sa davvero di anni Novanta, di quell'alternative rock che, di fatto, è attuale anche ai giorni nostri. Perchè se da un lato è vero che ogni epoca ha una sua colonna sonora, è anche vero che quel tipo di sound possedeva un'anima ben definita, che unita al suo nichilismo e a certa spiccata emotività, le hanno rese qualcosa di sempre interessante. 
Il musicista in questione ci propone un disco dove echi di Nirvana, Bush, Smashing Pumpkins e compagnia triste sono messi bene in evidenza, ma Jack Brain si propone come qualcosa di ancor più ruvido e meno "lavorato" rispetto ad alcuni nomi di quella scena. Questo progetto mantiene la cupezza dei Nirvana e lo spirito del grunge in generale, ma si esprime in maniera molto diretta seppure mai veramente arrabbiata. Non ci sono le urla taglienti di Kurt Cobain, così come non vi è la complessità emotiva degli Smashing Pumpkins, e neanche gli ammiccamenti all'hard rock settantiano dei Soundgarden, ad esempio. Ma questo "Epic Spleen" colpisce per la sincerità e l'immeditezza di brani come l'energica opener "This Life", caratterizzata anche dalla voce ruvida di Giacomo, la quasi "mansoniana" Lost", dove voci filtrate si poggiano su un riff semplice ma d'impatto. Da citare ancora "Crippling Hurt", dove nuovamente si gioca con voci distorte che richiamano un po' alcune sonorità alternative rock/industrial. Carina anche "No One Left To Blame", dove Giacomo sembra mescolare l'oscura malinconia di un brano tipo "Come As You Are" dei Nirvana ad altre sperimentazioni che trasportano in territori sognanti e fuori dagli schemi.

In generale quello che possiamo notare è che questo artista non si pone come genere di riferimento solo il grunge o l'alternative, ma cerchi di immettere buone dosi di dark e feeling new wave, come può dimostrare l'incipit quasi alla The Cure di "Another Day", che poi però si sposta su territori molto rock. Questa caratteristica è un po' presente in tutti i pezzi, e sfocia persino in territori quasi doom, come in "Over Now". 
Quello che rimane quindi è un disco non perfetto, ma intrigante e che lascia ampi spiragli positivi sul futuro di questo artista. D'altronde non è dote diffusa quella di saper scrivere, registrare e arrangiare un disco di buon livello come questo "Epic Spleen", ma per adesso Giacomo ha fatto centro. 
Aspettiamo fiduciosi ulteriori sviluppi, sperando che le buone impressioni di questo album siano il preludio a qualcosa di ancora più completo. Per adesso complimenti!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 75/100

Tracklist:
1. This Life 3:22
2. Nobody Knows 3:15
3. Over Now 3:27
4. Abyss 3:52
5. Another Day 3:17
6. Crippling Hurt 4:21
7. Gone Away 2:46
8. On the way home
4:30
9. No one left to blame 3:13
10. Lost 3:28
11. Anarada 3:49
12. Epic Spleen 4:48

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