IRON REAGAN "Crossover Ministry" (Recensione)

Full-length, Relapse Records 
(2017)

Tre album per gli Iron Reagan e sono ancora visti come un mero spin-off dei Municipal Waste piuttosto a come dovrebbero essere visti realmente, ovvero una rinfrescata senza fronzoli da prendere con divertimento grazie all' unione tra il Crossover Thrash e Hardcore Punk. Nonostante i frequenti tentativi della band di demoralizzare Trump (anche di più) tramite via multimediale e merchandise, Tony Foresta e co. hanno creato un culto abbastanza seguito dalla nascita della formazione della band nel 2012. Ciò che dovrebbe essere chiaro agli oppositori degli Iron Reagan e "nemici" è che dall' inizio della loro carriera, questa è una band che, pur avendo molte canzoni dedicate a serie argomentazioni, hanno semplicemente sempre voluto dare un momento di divertimento con i loro album. L'ultimo album, "Crossover Ministry", lo dimostra molto bene.

Tutte le caselle sono selezionate. La durata è breve, ci sono i cori, ci sono le frequenti declamazioni animate contro le ricorrenze più frustranti del mondo, il contenuto dei testi è selvaggio e, a volte senza senso (un esempio è "Mom's On The Internet!" oppure dai 5 secondi di durata "Parents of Tomorrow") e l'abbondanza di riff divertenti a scopo di headbanging. Musicalmente, l'album è praticamente perfetto per il genere. Sì, l' Hardcore Punk e il Crossover Thrash sono sempre stati sottogeneri conosciuti per offrire gli stili più semplici del Metal, ma gli Iron Reagan fanno il loro compito molto bene. Niente di tutto questo è timido, ma allo stesso tempo, è chiaro che la band non sta prendendo sul serio il loro lavoro. Canzoni come "A Dying World", "You Never Learn" e F*** the Neighbours" sono semplicemente canzoni regalate al divertimento personale. Una birra, una pizza da divorare in pochi minuti e Crossover Ministry diventa semplicemente la colonna sonora del momento. Ci sono momenti in cui Iron Reagan sembrano uscire dal Luna park per immergersi in toni più gravi, ad esempio, "Dead with My Friends" è probabilmente l'unica traccia dell'album che potrebbe tranquillamente essere inserita in una stazione radio di Metal, o anche pubblicata come singolo a causa del suo strana progressione ben orchestrata. Dispone anche di un intro di pianoforte, che si trasforma in una sezione riff molto minacciosa; prima il ritmo accelera e Foresta confonde con gli occhi spalancati d' odio e poi la tensione cresce sempre col passare dei minuti.

Certo, ci sono tracce qui che in realtà non sembrano ben posizionarsi ( "No Sell" e "More War" sono un paio di esempi da segnalare) in questo album, ma entro la fine avrete dimenticato già metà delle canzoni e sarà probabilmente interessante riascoltarlo di nuovo. Gli Iron Reagan possono essere visti solo come un mero progetto parallelo invece che di un Crossover Thrash di successo. Non stanno rompendo i confini del genere o alzando l'asticella, ma stanno dimostrando come donare della musica decente e anche divertente all' ascolto. Basta solo non strizzare l'occhio ad ogni loro ritorno.
 
Recensione a cura di: Benito Stavolone
Voto: 66/100 
 
Tracklist: 
1. A Dying World 02:24 
2. You Never Learn 00:43 
3. Grim Business 02:29 
4. Dead with My Friends 03:35 
5. No Sell 00:12 
6. Condition Evolution 01:56 
7. Fuck the Neighbors 01:50 
8. Power of the Skull 00:49 
9. Crossover Ministry 02:03 
10. More War 01:36 
11. Blatant Violence 01:23 
12. Parents of Tomorrow 00:05 
13. Bleed the Fifth 02:01 
14. Megachurch 01:36 
15. Shame Spiral 01:36 
16. Dogsnotgods 01:18 
17. Eat or Be Eaten 00:31 
18. Twist Your Fate 02:41 
 
DURATA TOTALE: 28:48

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