IL GIUNTO DI CARDANO "Kadìma" (Recensione)

Full-length, Independent
(2017)

Bene, introduciamo questa band tutta italiana con alcune note biografiche. "l Giunto di Cardàno è una band foggiana attiva dal 2011. Dopo un primo periodo caratterizzato da demo studio e numerose date live tra i locali della provincia foggiana, nel 2015 il progetto trova stabilità di formazione sperimentando un alternative rock caratterizzato da echi distorti e muri di delay.
La nuova veste spinge la band nei festival pugliesi più importanti, portandola nel 2016 a vincere il Giovinazzo Rock Festival, le selezioni dell’Arezzo Wave Love Festival ed altri contest che le permettono di condividere il palco con i Kutso, Bud Spencer Blues Explosion, a Toys Orchestra, Andrea Chimenti, I Cani ed altri artisti. Il 31 Ottobre Il Giunto di Cardàno pubblica il singolo Bacio di Giuda con relativo videoclip targato Inthepending, seguito dall’uscita del primo album Kadìma il 5 Gennaio 2017, un’auto-produzione lunga un anno che racconta le reazioni del subconscio umano di fronte ad una scelta."

Kadìma è il nuovo album de Il Giunto di Cardàno. Il lavoro racconta le reazioni del subconscio umano di fronte ad una scelta, la messa in discussione delle convinzioni, il rumore delle possibili conseguenze. Le sonorità del disco riprendono le ambientazioni intime della mente, un mood istintivo rilanciato attraverso distorsioni, muri di delay e testi introspettivi. Dalla metafora di una porta, si giunge così alla scelta della band, messa a nudo dai suoi tormenti, uno schiaffo ai rumorosi pensieri dato dalla voglia di confermare la propria decisione. Kadìma significa “avanti”.

Ne nasce da tutto ciò un disco personalissimo, oscuro, emozionante, un sali-scendi di emozioni che attingono dal  post rock, all'alternative, alla psichedelia e a molto altro ancora. Nulla in questo album è banale e scontato, ma non si avverte la sensazione di trovarsi di fronte ad un disco "forzato" o "artefatto". Si sente lontano un miglio che questa band è sincera in quello che fa e che ha un'anima poetica molto pronunciata, che si traduce in un tessuto sonoro in bilico tra concreto e astratto. E' quindi abbastanza difficile tracciare dei paralleli tra loro e altre band, perchè io li ho trovati simili solamente a loro stessi. 

La voce di Giuseppe Colangelo è molto personale, quasi perennemente effettata e quasi spettrale, e ricorda molto lo stile dei Verdena. L'uso di strumenti come synth arricchiscono di atmosfera il tutto, squarciando la tensione creata dalle chitarre elettriche, mentre la sezione ritmica è pulsante, carica di bassi e in bilico tra noise e tentazioni electro-trip hop, ma a volte si fa molto meno sostenuta, come ad esempio in "Kadìma", posta verso la fine del disco.
In definitiva, questo "Kadìma" si rivela un album silenziosamente ambizioso, nel senso che entra sotto pelle pian piano, senza chissà quali fuochi d'artificio, ma avvolge l'anima in maniera totale e la obbliga a risvegliarsi. Aggiungo che la conclusione affidata alla bella "Souvenir", e all'ultima canzone in tracklist, ovvero"Radis" ci confermano le capacità tramite questo ultimo brano splendido, dove la dark wave si fonde a svariati altri input, ma che nella sua semplicità riesce a diventare contagiosa. Conclusione onirica per un disco che davvero fa sognare.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100
 
Tracklist:
01. INTRO
02. YEZ
03. L’AMORE AL TEMPO DELL’ERASMUS
04. BACIO DI GIUDA
05. RESPIRO
06. GIURAMI
07. RADIONDE
08. MACROGI
09. A(T)TRATTI
10. KADIMA
11. SOUVENIR
12. RADIS

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