LUCID DREAM "Otherwordly" (Recensione)

Full-length Independent
(2016)

"Otherworldly" è il terzo lavoro della band del chitarrista ligure Simone Terigi. Ci troviamo di fronte ad un un concept album, che prosegue le tematiche iniziate nel precedente album “The Eleventh Illusion”. In tal senso riportiamo direttamente dalla biografia in nostro possesso, i punti salienti di questo concept: "Il guerriero-artista, secondo la visione di Terigi descritta a fondo nel suo libro “Lo Zen Del Suono”, si avvale dell’Arte per trasformare se stesso e diventare un “tubo vuoto” per canalizzare lo Spirito.
In questo nuovo lavoro già dall’artwork traspare l’atto di infrangere l’undicesima illusione che imprigiona l’artista nel rigido riflesso di se stesso impedendogli di raggiungere l’armonia con l’astratto e fondere la sua energia con quella dell’universo. Negli specchi rotti riflessi intravediamo la copertina del precedente lavoro, elementi in comune che ritornano come l’uomo vestito di notte, esplosioni che generano energie sottili come ci mostra la copertina. Il Titolo “Otherworldly” si riferisce quindi a qualcosa di ultraterreno che si rende manifesto. Ci sono riferimenti matematici nel titolo dell’intro e all’interno del booklet: è un omaggio ad Albert Einstein che sentiamo parlare all’inizio del disco, riguardo la grande scoperta del secolo delle onde gravitazionali di cui il grande scienziato aveva ipotizzato l’esistenza un secolo prima". 

Una trama complessa quanto affascinante quindi, che ci accompagna all'interno di queste otto tracce più intro, che mettono in mostra un trio (formato dal chitarrista Simone Terigi, dal cantante Alessio Calandriello e dal bassista Gianluca Eroico), che si cimenta in un otttimo hard rock/heavy metal di pregevole fattura, melodico al punto giusto e dove la chitarra di Simone si rivela la principale arma vincente del disco, ma che è messa sapientemente al servizio di canzoni dal grandissimo gusto e dove la classe non viene mai meno.
Il disco è stato autoprodotto, ma il mix e il mastering sono stati curati dallo stesso Terigi e Pier Gonella (Necrodeath, Mastercastle), e con buoni risultati direi, perchè ogni strumento riesce a ritagliarsi uno spazio ben udibile, e dove il tutto suona ben amalgamato ma allo stesso tempo pulito e "reale".
A partire da "Buried Treasure", prima canzone vera e propria che arriva dopo l'intro, fino alla conclusiva "The theater of silence", questo disco si mantiene su altissimi livelli, ed è per questo che non starò a fare un track by track, ma cercherò di evidenziare i punti di forza di questo lavoro e di rendere al meglio cosa potrete trovare al suo interno. 

Per chi ama anche certo progressive metal, direi che non potrebbe fare cosa migliore che approcciarsi a questo disco con tranquillità, perchè tra ottime cavalcate hard rock ed heavy metal, si insinua questa vena, che rende i brani come delle piccole perle trascinanti, ma assolutamente non banali o prevedibili. Come accennavo in apertura, la chitarra di Simone Terigi si rivela come la protagonista principale, tra assoli e ritmiche di grande efficacia e tecnica, ma i musicisti che lo accompagnano in queste tracce non sono da meno, soprattutto il cantante Alessio Calandriello, dotato di un'ugola acuta ma molto espressiva, che sa anche graffiare dove serve.
La sezione ritmica, affidata al bassista Gianluca Eroico e al session drummer Paolo “Paolo” Tix è solida e dritta al punto, e non si lancia quasi mai in tecnicismi esasperati, ma mantiene il pregio di fornire una base compatta alle scorribande chitarristiche di Simone. Abbiamo anche un episodio che potremmo definire come una semi-ballad, intitolato "Magnitudes", posto quasi in chiusura del disco, dove tra parti in chitarra acustica più ragionate e ripartenze energiche, la band dimostra di saperci fare anche su registri quasi AOR, se non fosse per un finale di canzone che si rivela travolgente per velocità e progressione da parte di tutti i musicisti, che sembrano crescere fino all'ottimo assolo di Simone, che si poggia su una base che mi ha un po' ricordato alcune cose degli Iron Maiden. 

A parte la line-up fissa formata dai tre musicisti che citavo in apertura, questo disco presenta una ricca schiera di ospiti e guest, che sono: Paolo “Paolo” Tixi (Drums), Martina White (Back vocals), Andrea Cardinale (First violin), Sylvia Trabucco (Second violin) e Sara Calabria (Viola). Questa varietà di musicisti dà colori diversi ad un'opera che trova uno dei suoi picchi maggiori nella progressiva e melodica "Broken mirror", traccia dove il livello compositivo è portato su vette altissime, così come la tecnica di ciascun musicista, Ottima come sempre la prestazione di Simone alle chitarre, ma in questo caso tutti i musicisti si lanciano in una specie di suite progressive dove i cambi di atmosfera e le sorprese non si risparmiano. Grandissimo brano!
Chiude il disco "The theater of silence", traccia aperta da chitarre arpeggiate e sognanti, per poi aprirsi verso qualcosa di più potente e sfaccettato, dove di nuovo la componente progressive si fa largo. L'episodio infatti è uno strumentale, e quindi possiamo assistere ad un'altra dimostrazione di tecnica e feeling, dove hard rock e prog si fondono alla perfezione, riuscendo ad emozionare grazie anche all'ottimo uso delle chitarre gemelle in fase solista e agli innesti di strumenti ad arco come viola e violino ad opera di Andrea Cardinale e Sara Calabria. Un finale coi fiocchi direi, dove tutte le qualità di questi musicisti emergono in maniera prepotente!

In definitiva, ci troviamo davanti ad un lavoro davvero ricco sotto molti punti di vista, molto ricercato e ottimamente suonato, e che ha il pregio di contenere ottime canzoni, e dove le capacità strumentali sono messe al servizio di queste. Il tranello di realizzare un disco freddo, quando si parla di album che incorporano elementi prog, è sempre dietro l'angolo, ma in questo caso la capacità di questi musicisti e il loro saper trasmettere un ottimo feeling, fugano qualsiasi dubbio: "Otherwordly" è un gran disco di ottima musica, che può abbracciare amanti di diverse sfumature della musica dura, in quanto abbraccia metal, hard rock, prog e qualcosa di power. Consigliato!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 80/100
 
Tracklist:
01. Intro
02. Buried Treasure
03. The ring of power
04. Everything dies
05. The stonehunter
06. A blanket of stars
07. Magnitudes
08. Broken mirror
09. The theater of silence 

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