IRREVERENCE "Raise Chaos - Live In Milan" (Recensione)

Live album, STF Records 
(2016)

A due anni di distanza dall'ultimo album in studio, ovvero "Shreds Of Humanity" del 2014, i milanesi Irreverence tornano con un disco dal vivo che celebra i loro vent'anni di carriera all'insegna di un thrash robusto dalle contaminazioni death, il quale non disdegna buone dosi di melodia e tecnica. Il gruppo ha visto nel tempo l’avvicendamento di diversi membri, e ad oggi è costituito da Riccardo Paioro (voce,chitarra), Davide Firinu (batteria), Stefano Trulla (basso), Eros Melis seconda chitarra), i quali hanno solcato anche i palchi stranieri confermando una realtà capace di uscire dai confini nazionali e dalla proposta moderna. 

Il disco si presenta sia come una celebrazione, sia come una testimonianza live del suono dei Nostri, il quale si esplica in brani come "Elements Of Wrath", caratterizzato da riff selvaggi alla Slayer e rullanti violenti, ma anche da ponti tecnici dai fraseggi ben strutturati e dalle composizioni grevi, o "War Was Won" con i suoi toni spaccaossa con contaminazioni death ben presenti, tra accelerazioni e vocals a tratti gutturali; non mancano interazioni con il pubblico ed ovazioni tipiche dei live, limitate però solo alle parti iniziali e conclusive dei brani, cosa che ci fa intuire un inevitabile lavoro di pulizia a posteriori. Largo quindi anche a pezzi dal gusto melo-death come "The Dark Fields", a tratti claustrofobico e in questa versione live più pendente verso rocciose parti thrash, o pestoni vecchia scuola come "React, Reborn" con le sue raffiche trascinanti; la band dimostra una capacità di sintesi che se nei fatti non inventa nulla, mostra una forte tecnica e comprensione della storia di due generi del metal dalla storia importante e spesso intersecati tra di loro. 
Il risultato è un suono ibrido che suona sia moderno, sia indissolubilmente appartenente ad una certa tradizione estrema, ben esemplificata per esempio dall'uso di assoli dalle scale squillanti e dai giri circolari sempre pronti ad intervenire insieme ad un cantato a metà strada tra il thrash teutonico più rozzo ed i toni cavernosi propriamente death. 

Insomma, un disco dal vivo pieno di energia e ben suonato, senza sbavature, ma nemmeno eccessiva pulizia del suono dovuta ad una post-produzione troppo invadente, capace di mostrare tutte le caratteristiche di una band che ormai da vent'anni tiene duro ed ottiene riconoscimenti grazie alla sua tenacia ed un suono coinvolgente che tira dritto per la sua strada, senza sconvolgere troppo le cose, ma anche evitando di essere una mera copia di quanto fatto da altri. Un ottimo punto di contatto se non conoscete già la band meneghina.

Recensione a cura di: Davide Pappalardo
Voto: 75/100

Tracklist
1. Intro 02:55 
2. Elements of Wrath 03:05 
3. The Shepherd Dog 04:40 
4. War Was Won 03:21 
5. Shreds of Humanity 05:18 
6. The Dark Fields 03:41 
7. Divine Hideout 03:43 
8. Slaughter of the Innocents 04:19 
9. React, Reborn 04:57 
10. Not One of Them 03:48 
11. Politicians 02:49 
12. State Oppression 01:40 
13. (Empty) Tankard (Tankard cover) 06:20 
14. Ace of Spades (Motörhead cover) 03:28 

DURATA TOTALE: 54:04

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