ANIMARMA "Horus" (Recensione)

Full-length, Alka Record label
(2016)

Sorpresa assoluta questi AnimArma! Iniziamo riportando alcuni cenni biografici, per fare in modo che tutti i lettori possano ripercorrere le tappe fondamentali della band dagli esordi ad oggi. Riportiamo dalla loro biografia:
"Gli ANIMARMA nascono nel 2011 come trio alternative rock dalle sonorità potenti ma con aperture melodiche che trova piena espressione nella dimensione live, in cui il gruppo si scatena liberando un’intensa energia.
 Dopo partecipazioni a show in live club di spessore nel territorio nazionale, in seguito, la prima esperienza discografica nasce con la collaborazione delle etichette piemontesi TOAST RECORD e FENIX RECORDS realizzando il videoclip “BIG BANG” brano estratto dal primo lavoro autoprodotto nel 2013. A seguire nel 2014 esce il primo EP “ANIMARMA” prodotto e distribuito da FENIX RECORDS su vari canali digitali. La ricerca del suono viene perfezionata negli anni a seguire sperimentando varie influenze/sonorità musicali di band internazionali nell’ambito alternative rock mondiale, fino ad arrivare ad uno stile nettamente più rock e personale nel 2015. Grazie all’incontro e alla collaborazione con ALKA RECORD LABEL , FREEDOM RECORDING STUDIO E HOMEWORK la band produce il loro nuovo EP “HORUS” che può definirsi “Sound ANIMARMA”.
“Gli Animarma scrivono testi in italiano, scelta originale e vincente accorpata ad un sound nettamente internazionale, testi che trattano spesso temi di interesse sociale: “animarma”, infatti, è una parola composta che mischia “anima” (uomo) con “arma”, l’anima dell’ uomo è una arma a doppio taglio, offensiva, che può portare all’autodistruzione a 360 gradi, una sorta di ying e yang dell’umanità.” 

Eccoci quindi a sviscerare i contenuti di questo "Horus", ep di cinque tracce travolgenti, dove alternative rock/metal e vari influssi riconducibili sotto il termine crossover, danno vita ad un lavoro stupefacente per le sue qualità. La potenza delle chitarre, la voce graffiante del chitarrista-cantante Michele Forgione “Mik” e la batteria potente di Daniele Bertinelli danno vita ad un sound dirompente e molto trascinante, dove le influenze sono disparate, ma potremmo in generale parlare di un gran bel prodotto alternative rock, attualizzato nei suoni e mai banale nella proposta. 
Si parte a razzo con il brano "Nell'Ade", che mi ha un po' ricordato i Guano Apes, ma che poi si evolve in un brano piuttosto sfaccettato, dove si alternano momenti di relativa calma con altri dove la band esplode in rabbiosi spiragli molto cari al crossover che andava in voga negli anni Novanta, con vaghi richiami a band come Helmet e Linea 77. la band risulta già convincente e a suo agio con il cantato in italiano, e c'è da dire che i testi mantengono uno spessore lirico di ottimo livello dalla prima all'ultima traccia. Finale esplosivo per questa canzone, con vette di energia incredibili e la voce di Michele Forgione che si fa sempre più brutale e disperata. 
Partenza quindi col botto, a cui segue l'ottima "Tunnel del dolore", pezzo un po' più melodico, che si muove su un tappeto quasi sincopato ma che ha nel ritornello il suo punto forte. I tom di Daniele Bertinelli suonano belli grossi e sottolineano una sezione ritmica davvero in palla, ben sorretta anche dall'ottimo bassista Alessandro Benedetti “Benna”, che nel finale si lascia andare ad una distorsione del suo strumento quasi stoner, e la band che appesantisce la propria proposta in un vorticoso hard rock, ma che si mescola sempre ad altri stili, e una irruenza che ha molti punti in comune pure con certo punk rock.

La terza traccia è "Invisibile", brano estratto come singolo e per il quale è stato realizzato anche un bel video clip. In questo caso la band si muove su sentieri più melodici, abbracciando l'hard rock in senso più stretto, e mettendo da parte la parte più "dura". Un ottimo brano anche questo, con testi sempre molto toccanti e una melodia vocale che si stampa in testa sin dai primi ascolti. Un pezzo del genere meriterebbe numerosi passaggi in radio, e mi auguro per la band che ciò possa avvenire, perchè la gente deve scoprire questa realtà!
"Scie Chimiche" è oscura, tocca quasi territori grunge e dark nella sua apertura, dove le chitarre deflagranti e dissonanti dettano legge. Spezza un po' l'atmosfera tesa il refrain melodico, ma in generale potrei affermare con quasi sicurezza che questo è il pezzo più criptico del lotto, anche grazie ad un cambiamento di registro molto introspettivo che arriva verso la metà, con arpeggi di chitarra malinconici.
Chiude il disco "Sputa Fuori", traccia ritmata e bellisssima, che ci ricorda anche qualcosa dell'attuale rock alternativo italiano, capitanato da band come Ministri e I cani, tanto per citarne due a caso. In generale, se non l'avevo detto in precedenza, questa influenza che ho appena citato viene fuori a più riprese nei vari brani, creando un ponte tra scena alternativa anni Novanta e attuale tendenza rock attuale italiana.

Per tutte le caratteristiche messe in evidenza, questa band è già pronta a spiccare il volo almeno sul territorio nazionale, e potremmo rimanere sorpresi nel vedere in breve tempo il loro nome accanto a quello di altri artisti del nostro Paese che attualmente si stanno facendo largo. Spetterà solo alla band continuare a proporre musica di altissimo livello, come già è avvenuto in questo ep, e perseverare su questa strada! 
Band esplosiva!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 85/100

Tracklist:
1. Nell'Ade
2. Tunnel del dolore
3. Invisibile
4. Scie chimiche
5. Sputa fuori

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