IN FLAMES "Battles" (Recensione)

Full-length, Nuclear Blast
(2016)

Ecco un altro di quei gruppi che consiglierei solo a chi voglio male o al cuginetto di sei anni che vuole un po' di "potenza" nella musica. Certo, è una affermazione forte la mia, ma in fondo, a cosa servono gli In Flames di oggi? E realmente, che segno hanno lasciato nella storia del metal, anche quando sfornavano i loro, pur discreti, primi lavori? A mio avviso non hanno lasciato nulla, e oggi come oggi provano ad ogni costo a rimanere attaccati a fatica alla loro base di fan irriducibile, mentre di contro li pugnalano con album uno più brutto dell'altro, e non guadagnano quei fan extra-metal che loro vorrebbero attirare dalla loro parte.

Che poi, a dirla tutta, se esaminiamo le canzoni di questo nuovo "Battles", non è proprio tutto da buttare, anche se poco ci manca. Per esempio nei due pezzi iniziali, "Drained" e "The End", notiamo che, a parte la forte componente ruffiana del sound proposto, che io ribattezzerei tranquillamente come pop-"metal", nemmeno melodic-bla bla bla, la band qualche buona melodia vocale riesce a piazzarla, su una base strumentale ben pensata, frutto certamente di una band che sa maneggiare la musica, che è in giro da quasi trent'anni e che sa come costruire canzoni. Che poi queste canzoni siano ormai una sciacquatura di piatti profumata dopo all'acqua di rose per farla sembrare migliore è un altro discorso...Anzi è qui che la band incespica. Perchè già dal terzo pezzo, "Like Sand", la band mette in sequenza pezzi davvero debolucci, ed è con questo trend che già al quarto episodio, "The Truth" cominciamo a sbadigliare, a provare quella sensazione di puzza di plastica, di chewingum alla fragola applicati al metal, ovvero brani che col metal hanno poco o nulla da spartire, ma non sarebbe nemmeno questo il peggior difetto di questo disco...Il peggio è che gli In Flames scrivono canzoni brutte, scialbe, fastidiose.

Il mondo è pieno di band non metal coi controcoglioni e che scrivono brani e dischi coi controcoglioni, in tutti i generi e io non sono, ormai a quasi quaranta anni, un fissato cronico del true metal, ma in questo caso più si va avanti nella tracklist e più si cade in un pozzo nero senza speranza, dove l'unica componente che si salva è quella esecutiva, perchè come dicevo, non si può discutere la competenza dei musicisti sui loro strumenti.
Ma davvero, è inutile pure che io vada avanti con la descrizione dei singoli brani, dato che dopo aver ascoltato l'ennesima ciofeca messa in coda alle altre, intitolata "Before I Fall" mi è venuta voglia di spegnere tutto e andare a farmi una corsa per scaricare lo stress a cui mi sono sottoposto ascoltando questo album.
Sarò esagerato a scrivere quello che ho scritto, può darsi, ma sono ancora più esagerati gli In Flames a proporre un disco così brutto, che prosegue il discorso da loro intrapreso da molti anni orsono, ma ne amlifica i fattori negativi. 

Ultima cosa: quando parte "Through My Eyes" l'ascoltatore potrebbe quasi sperarci in una risalita, ma non illudetevi, tutto continuerà presto a ritorcersi su se stesso e a fare schifo peggio di prima. 
Gli In Flames provano ad essere i nuovi Linkin Park del "metal", ma vi assicuro che i primi Linkin Park erano molto meglio. Senza speranza.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 48/100

Tracklist:
1. Drained 04:06
2. The End 03:58 
3. Like Sand 03:43
4. The Truth 03:04 
5. In My Room 03:25
6. Before I Fall 03:27
7. Through My Eyes 03:50
8. Battles 02:58
9. Here Until Forever 04:19
10. Underneath My Skin 03:30
11. Wallflower 07:06
12. Save Me 04:12

DURATA TOTALE: 47:38

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4 commenti:

  1. Battles è il disco delle giapponesi BabyMetal, giusto? In questo caso il voto complessivo potrebbe anche essere rivisto ad un 54/100. Imbarazzante
    Damon

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  2. Gli In Flames hanno fondato il melodic Death metal svedese insieme a Dark Tranquillity, At the Gates e Soilwork. Kerry King degli Slayer ha definito i primi tre album degli In Flames tra i migliori della storia del metal. Quando dici che album come The Jester Race "non hanno lasciato segni nella storia del metal" dimostri di non sapere quello che dici, e di non avere le competenze per scrivere una recensione. Perché molti metallari possono dire di non apprezzare i "nuovi" In Flames, anche se a mio avviso fanno ancora cose buone, ma non si può dire che non abbiano segnato la storia del loro genere musicale. Ti do un consiglio, ritirati.

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  3. Non so se questa si possa definire recensione, è un parere del tutto soggettivo, totalmente campato sul "era meglio prima" quando sarebbe ormai il caso di smettere di valutare ciò che erano con ciò che sono, una disamina lasciata a metà poi non fa che far trasparire la ben poca serietà messa nel """recensire""" un disco, che per quanto possa non piacere denota solamente la zero professionalità messa nell'articolo, è un peccato come chi scrive a volte sia troppo legato a stereoripi deceduti e/o maledicenze comuni. I dischi ormai non vengono più ascoltati e questo si ripercuote sul lavoro delle webzine.
    Date a cesare ciò che è di Cesare, non è un disco Death, ne tantomeno Melodeath, è un disco Alternative e come tale va valutato. Dare oggettivamente meno di 65 e più di 75 è totalmente un click bait. Bocciare pezzi come Wallflower, Like Sand, Save Me è semplicemente una mera questione di gusto. E lo dico da fan dei vecchi IF e non dei nuovi, in quanto non apprezzo certe sonorità.

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  4. Sergio Vinci "Kosmos Reversum"31 ottobre, 2017

    E' bene precisare che le recensioni, in quanto non scritte da robot ma da umani sono sempre SOGGETTIVE: detto questo però si cerca di essere imparziali. Ho letto sopra che Kerry King ama questa band, ma non sarà il suo parere a farmi cambiare idea. Nè tantomeno le critiche alla mia recensione di questo disco davvero bruttino. Suvvia, queste critiche dandoci dei metallari vetusti avrebbero anche rotto, dato che in questo sito trattiamo molto alternative anche, in senso ampio. E anche come disco alternative questo non mi è piaciuto. Se non lo avessi ascoltato non avrei potuto scrivere che non mi è piaciuto....chiaro. Accettate le recensioni per come sono. Noi comunque possiamo migliorarci anche attraverso nuove risorse, quindi se pensate che siamo deficitari in qualcosa, proponetevi come redattori e potrete esprimere la vostra ed essere pubblicati. La vostra opinione vale quanto la nostra. Con umiltà, Sergio.

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