HAMMERFALL "Built To Last" (Recensione)

Full-length, Napalm Records
(2016)

Devo essere onesto nel dire che erano più o meno dieci anni, ovvero dopo l'uscita del buon "Threshold", che non mi applicavo con impegno ad ascoltare un nuovo album di questi metallers svedesi. Quello che avevo sentito qua e là dopo quell'album non mi aveva preso granchè, ma la cosa cominciava in qualche modo a farsi meno interessante già dopo "Renegade", ultimo album davvero degno di nota degli Hammerfall, a parere del sottoscritto.

Cosa avranno quindi combinato questa volta questi cinque "ragazzi"? A quanto mi sembra di capire, sono tornati a calcare i loro primi passi, e questo è già molto positivo, perchè ciò che avevo sentito di “r(Evolution)” e “Infected” mi aveva leggermente spiazzato, anche se devo dire che non mi ero scomposto più di tanto, in quanto più o meno erano sempre gli Hammerfall anche in quei dischi, solo con qualche piccola variazione.

Il disco si apre con il power-heavy metal di "Bring It!", un chiaro intento di mettere subito in chiaro che la band ha ripreso la via maestra, ovvero il sound per cui è diventata famosa. Certo, potremmo dire che quello che suonano gli Hammerfall è un power-heavy metal tutto sommato semplice e a tratti banale, ma le loro canzoni hanno il pregio di rimanere impresse da subito, grazie all'ugola di Joacim Cans che, anche se per molti non è il massimo, si sposa bene su queste sonorità e interpreta bene questo genere di musica, almeno a mio parere. Abbiamo nella parte iniziale le classiche canzoni che ci si aspetta dagli Hammerfall, come la già citata "Bring It!", "Hammer High", Dethrone and Defy o "The Sacred Vow", dove la fanno da padrona i riff in puro heavy metal style della coppia d'asce formata da Oscar Dronjak e Pontus Norgren, per passare, come da consuetudine per questa band, a qualche episodio più melodico, ovvero quelle heavy ballads alla "Glory To The Brave". In questo senso la sentita e accorata "Twilight Princes" ci riporta in mente proprio quell'episodio del primo album che ho appena citato, ma anche altre ballad o semi-ballad che la band ha inciso nella sua ormai ventennale carriera.

Anche la seconda parte del disco si mantiene su buoni livelli, con punte di qualità apprezzabili soprattutto in canzoni come la title-track, epica e solenne o la più ficcante "Stormbreaker". Comunque sia, tutto il lavoro ha parecchi assi nella manica e andando avanti possiamo apprezzare altri episodi piacevoli, come la classicissima e tirata "The Star of Home", un episodio che ci riporta direttamente ai primi tre lavori della band, o anche la melodica e riflessiva "Second to None", altra semi-ballad che chiude il disco degnamente.
In conclusione, un album riuscito, che riporta questa band ai suoi tempi più "antichi", ma che non riesce a bissare la qualità di quei primi album, che per me rimangono davvero delle piccole gemme di heavy metal melodico e che riportarono, alla fine degli anni Novanta, il power e l'heavy metal di nuovo in auge.
Però, se non si fanno paragoni col passato, questo "Built To Last" rimane un lavoro godibile e dai buoni spunti, ottimamente suonato e prodotto, con almeno cinque o sei episodi al suo interno che possono competere col passato. 
Bentornati, Hammerfall!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 70/100

Tracklist:
1. Bring It! 04:18
2. Hammer High 04:37
3. The Sacred Vow 04:11
4. Dethrone and Defy 05:10
5. Twilight Princess 05:03
6. Stormbreaker 04:51
7. Built to Last 03:52
8. The Star of Home 04:47
9. New Breed 05:02
10. Second to None 05:29

DURATA TOTALE: 47:20 

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