ESCATOLOGY "Blasphemous Godhead" (Recensione)

EP, Killerpool Records 
2016

Gli Escatology sono una band romana che esiste dal 2012, ma a causa di una pausa necessaria a sistemare la line up, inizia la produzione discografica nel 2015 con il singolo autoprodotto “Scraps of Society”. Il quintetto romano non si è certo sigillato in studio fino all’uscita del loro primo Ep, il qui presente “Blasphemous Godhead”. I nostri sono assidui frequentatori del palco e la loro agenda è assai fitta, li vedremo presto affiancare Necrodeath, Big Hate, Brutal Murder e, tra gli altri, Dead Infection al prossimo Purulent Deathfest 2017 a Rozzano Milanese.

Simili compagni di scorrerie costituiscono un indizio importante per capire cosa propongano gli Escatology: death metal tecnico con generose iniezioni di groove e attitudine thrash. Non è certo la novità l’obbiettivo dei nostri, sono ben riconoscibili i maestri che li ispirano, dai classici Cannibal Corpse, i più recenti Autopsy, i meno recenti Sepultura ai più moderni Lamb of God e Gojira. 
Il primo aspetto che si nota ascoltando “Blasphemous Godhead” è il tasso tecnico elevato del quintetto, su tutti il batterista Cesar Augusto Rossi Carvalho. E non potrebbe essere altrimenti quando si vuole offrire un death metal brutale, fatto di pezzi dalla struttura dinamica capaci di far coesistere folli accelerazioni di doppia cassa, ritmiche thrash e momenti di pausa pesanti come granito. 
L’Ep si apre con una intro di un docile pianoforte che serve soltanto a mettere in risalto la ferocia dei restanti sette pezzi. “Killing Progress” è un ottimo biglietto da visita e un sunto delle caratteristiche del death metal della band capitolina: echi di At The Gates, dei Testament più tecnici e pesanti, Cannibal Corpse con meno putredine, assoli di chitarra efficaci, sinistri e non troppo funambolici. La voce di Luis Maggio in particolare alterna un growling assai debitore di George "Corpsegrinder" Fisher ed uno screaming che ci si aspetterebbe da una formazione Thrash con una marcata attitudine hardcore. Questa duplicità attraversa tutto il disco e trova in “Scraps of Society” (primo singolo della band che qui ricompare) il suo risultato migliore. Il pezzo stesso è un ottimo connubio di thrash classico e death metal moderno e dinamico. Altrove invece l’alternanza suona meno convincente, in quanto se il growling di Maggio è solido e autoritario, lo screaming non sempre è all’altezza. Il taglio abrasivo e “gracchiante” non sempre si amalgama al tono generale dei pezzi che tende in ogni caso più all’oscurità death che al vetriolo thrash. E’ il caso questo di “Four Seals”.

Una menzione particolare merita invece il quarto pezzo, “Cataclysmic Wave”, poco meno di quattro minuti che rappresentano un saggio di brutal death metal che non sfigurerebbe su di un album dei Cannibal Corpse post anni 2000 o degli Aborted. 
“Blasphemous Godhead” è un Ep assolutamente riuscito che legittima la posizione che gli Escatology si stanno ritagliando nella scena death italiana e soprattutto fa ben sperare per il prossimo eventuale Lp.

Recensione a cura di: Nicola “El Mugroso” Spagnuolo
Voto: 70/100

Tracklist:
1. Intro 01:42
2. Killing Progres 05:04
3. Scraps of Society 04:26
4. Cataclysmic Wave 03:30
5. March and Suffering of Souls 01:22
6. The Four Seals 06:24
7. The Divine Weapon 04:04
8. Blasphemous Godhead 04:39
 
DURATA TOTALE: 31:11

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