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BLACK MOTEL SIX "Everything In Its Place" (Recensione)

Full-length, Time To Kill Records
(2016)

Arrivano nei nostri stereo con la loro seconda fatica i romani Black Motel Six, con questo album intitolato  “Everything In Its Place”, confezionato in un bel digipak e un libretto molto ricco a fatto a regola d'arte, ma è soprattutto la musica a parlare per questa band; dieci tracce che pescano da generi come stoner, hard rock, groove metal e ammiccamenti all'heavy e al thrash, dove possiamo scorgere alcune influenze di band come Extrema,. Pantera, Down, Black Label Society e Alice in Chains.
Le urla rabbiose di Stefano Calabrese si appoggiano a riff "grassi" e carichi di adrenalina, di potenza, e il tutto è eseguito a regola d'arte e con una tecnica che riesce ad imporsi pur non prendendo il sopravvento su una proposta musicale piuttosto istintiva e calda.

A partire da "On my Wounds", che apre il disco nel migliore dei modi, ovvero con una muscolarità rara da sentire, c'è da dire che questo  è solo il biglietto da visita per un insieme di canzoni davvero belle e coinvolgenti, e la prima metà del disco non presenta nessun tipo di calo, ma in cui personalmente ho trovato le cose migliori nella song di apertura che citavo poc'anzi, nella irresistibile commistione tra melodia e violenza espressa in F.y.s.o.b. e in "Landslide Pt. 1", anch'essa con diversi innesti di voce melodica. 
Elemento da evidenziare è sicuramente il drumming fantasioso, tecnico e devastante di Alessio Brancati, che riesce ad imprimere la sua presenza con una prestazione maiuscola, non sbagliando mai un pattern, un fill, una rullata e una incursione in doppia cassa. Davvero impressionante! C'è anche da dire che in questo album anche la produzione è perfetta, in quanto riesce a valorizzare tutti i musicisti e ad ottenere una pulizia di suono notevole, pur non rinunciando a una certa saturazione delle chitarre (ottimo lavoro da parte della coppia d'asce Marco Zuzolo e Andrea Angelini) e ad un sound compatto e moderno.

Ed è così che la band tira avanti anche nella seconda parte del disco, che inizia con "Landslide Pt.2", per proseguire con una serie di episodi sempre vincenti e maturi, dove il groove non manca mai di certo. Canzoni come "Through a New Phase", "Everithing in Its Place", "Gn’r 75"e la conclusiva e super vitaminizzata "Shame On You" dimostrano che i Nostri non intendono mollare il tiro per tutta la tracklist, ma dimostrano anche di essere versatili, come documentano le frequenti incusrsioni nella melodia del cantante e alcuni rallentamenti da parte di tutta la band che fanno prendere respiro all'ascoltatore.
Un secondo album coi fiocchi, questo “Everything In Its Place”, che ogni amante delle band che ho descritto in apertura dovrebbe fare proprio, ma in generale è consigliato a tutti coloro che dal rock pretendono grandi riff, melodie vocali da urlare a pieni polmoni e una prestazione strumentale di alto livello. Complimenti!

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 75/100

Tracklist:
1. On my Wounds 80
2. Scream 75
3. Handful Of Dust 75
4. F.y.s.o.b. 80
5. Landslide Pt. 1 75
6. Landslide Pt. 2 80
7. Through a New Phase 75
8. Everithing in Its Place 80
9. Gn’r 75
10. Through a New Phase 75
8. Everithing in Its Place 80
9. Gn’r 75
10. Shame on You

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