RU FUS - Ru Fus (Review)

Full-length, Ghost Label Record
(2014)

Fa piacere riascoltare certe sonorità nel 2016 (anche se questo album è del 2014, ma poco cambia). ovvero quello che una volta veniva chiamato alternative o grunge, senza tanti mezzi termini. Ecco, Ru Fus è proprio un disco che sembra essere uscito dagli anni Novanta, gli echi dei Nirvana sono ben udibili nella voce tagliente ed espressiva di Giacomo Bracaloni, mentre la band si tuffa in un rock alternativo che racchiude, come dicevo, grunge, alternative rock, ma anche stoner e accenni noise.

Ru Fus e' il progetto solista di Emiliano Valente , ex componente di Zen Circus,The Bugz,Reverberati Ru Fus comincia giovanissimo ad appassionarsi alla musica stimolato dalla frequentazione di diversi centri - See more at: http://www.ru-fus.it/biografia.html#sthash.sVDbu3LG.dpuf
Ru Fus e' il progetto solista di Emiliano Valente , ex componente di Zen Circus,The Bugz,Reverberati Ru Fus comincia giovanissimo ad appassionarsi alla musica stimolato dalla frequentazione di diversi centri - See more at: http://www.ru-fus.it/biografia.html#sthash.sVDbu3LG.dpuf
Progetto solista nato dalla mente del fiorentino Emiliano Valente, ex componente di Zen Circus, The Bugz e altri, che ci propone, assieme agli altri due musicisti delle canzoni rock, che hanno un'anima e un senso compiuto e il grande pregio di saper toccare le corde nell'anima, sia nella loro rudezza che nei loro momenti più riflessivi. Il trittico iniziale è davvero significativo in questo senso, una manciata di canzoni che sembrano uscite dagli anni Novanta dell'alternative rock, con la pesante influenza dei Nirvana, soprattutto per quello che riguarda la voce di Giacomo Bracaloni.
Ru Fus e' il progetto solista di Emiliano Valente , ex componente di Zen Circus,The Bugz,Reverberati Ru Fus comincia giovanissimo ad appassionarsi alla musica stimolato dalla frequentazione di diversi centri - See more at: http://www.ru-fus.it/biografia.html#sthash.sVDbu3LG.dpuDelle canzoni rock, in fin dei conti, non intricate, ma davvero trascinanti e genuine. Non da meno è la quarta "Joker", dove la voce assume tratti cobain-iani palesi ma al contempo non palesemente copiati. In poche parole la voce al vetriolo di Giacomo ricorda molto querlla del compianto cantante chitarrista di Seattle, con quella timbrica rauca ma allo stesso tempo sensibile e dolce, capace di dare una marcia in più alle canzoni.
Ci sono anche sconfinamenti nello stoner più puro, come in "Outside Now", che però racchiude in sè anche la malinconica oscurità di certi Alice in Chains. In ogni caso molto volte i tempi si fanno cadenzati, la voce più sofferente e il tutto si ammanta di un grigio esistenziale dove i raggi di sole rimangono offuscati pesantemente, tanto che, in questo episodio si sfiora persino il doom. "Dead Set" è aperta da chitarre oscure, che poi lasciano spazio ad un brano dove la rabbia sembra rimanere solo tra le righe, fino ad un ritornello di rara bellezza, dove nella voce ritorna evidente l'influsso di Kurt Cobain e soci.

I restanti brani continuano su questa strada; la vena compositiva rimane su più che buoni livelli fino alla fine e la band insiste nell'esplorare i suoi chiaro-scuri esistenziali, mettendo sul piatto tanta melodia quanta rabbia e malessere repressi, ma facendolo con maestria, senza mai eccedere nè da una parte nè dall'altra, ma mantenendosi in equilibrio su un sound diretto e semplice ma non privo di molte sfaccettature.
Disco in definitiva davvero ben riuscito, soprattutto per chi, come me, ha vissuto in prima persona il nascere di certe sonorità legate al rock anni Novanta e ne ha amato a fondo tutti i suoi tratti e personaggi.

Recensione a cura di: Sergio "Bickle" Vinci
Voto: 72/100

Tracklist:
1. Fader Up & Down
2. Little Clown
3. Radiation
4. Joker
5. People As People
6. Out Side Now
7. Dead Set
8. Fragments Of Asteroids
9. Like Coldest Winter
10. Never Machine
11. Season

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