UNDER THE OCEAN - Dark Waters

EP, Drown Within Records
(2014)

Gli Under The Ocean ci sanno fare, eccome! Questo EP di quattro pezzi è un un bel blocco di puro Metallo di Morte pesante e raffinato, con scaglie di metal-core moderno (non spaventativi, sembra brutto come termine, ma non morde!) e di prima qualità. Prima una breve storia: partiti nel 2006 con il monicker di Firstborn Underocean, in quel del parmense umido e ricco di acquitrini ed anse del lungo fiume tranquillo, a fronte di un demo del 2008, producono il primo vero full-length “Gates” nel 2011, sotto l'odierno nome di Under The Ocean.

“Dark Waters” prende forma nel 2013 e solo nel 2014 l'EP viene edito su supporto per il grande pubblico. Le quattro tracce che compongono il lavoro sono un' ottimo biglietto da visita, in funzione anche del fatto che il genere proposto è si suonato bene, ma incredibilmente inflazionato, cosa che non rende semplice il riuscire ad emergere in tempi brevi. Ed è un peccato, perché la proposta è di ottima fattura, pecca a volte di originalità in fase compositiva, ma resta l'unico vero punto debole della band. Non che le composizioni non siano all'altezza, anzi, ma come poc'anzi cercavo di spiegare, è la mole di bands simili nell'odierno panorama che appiattisce il livello, rendendo spesso le proposte indistinguibili le une dalle altre. 
Ci troviamo di fronte comunque ad alti standard esecutivi e tecnico-compositivi. Prima fra tutti il suono, una produzione ineccepibile, con suoni moderni e graffianti, perfettamente bilanciata e millimetrica, in cui nulla è lasciato all'approssimazione. Le chitarre hanno un suono fragoroso e pulito, perfettamente amalgamate con il basso, che svolge il suo ruolo di gregario in perfetta sincronia. Il drum-set è perfettamente calibrato, tutto è stato ampiamente ripulito da sbavature ed il suono è appunto moderno ma non eccessivamente compresso, il che rende la dinamica ricca e mai monocorde. La voce è di qualità, un scream alternato a growl nella piena matrice “Goteborg-style”, simile ad act scandinavi più blasonati. Il genere proposto è appunto un Death Metal che pesca dalla tradizione americana quanto scandinava, fatto di fraseggi melodici, breaks low tune, stop'n'go assasini e riffs veloci quanto micidiali. 

Per intenderci, il sapore è quello della nuova scuola di Death Metal europeo uscito direttamente dagli anni 2010, imbastardito da quel metallo d'oltreoceano, ruvido e dissonante, con derive post-hardcore e con sonorità monolitiche e marmoree. Tirando le somme, a me è piaciuto molto, in particolare per la qualità della produzione, e faccio i complimenti agli Under The Ocean nella loro totalità, dato che sono riusciti a dare al lavoro un taglio decisamente professionale sotto tutti gli aspetti. 
Resta il fatto che quattro pezzi sono pochi e l'alto tasso tecnico necessità però di una pizzico di originalità in più e voglia di sperimentare, sempre e comunque. Mi rendo conto che è dura dato che, persino tra i grandi del genere, ultimamente latita un certo tasso creativo, ma le potenzialità ci sono tutte e secondo me nel futuro, un full-length speriamo, gli Under The Ocean saranno un vanto ed una realtà da esportazione fatta e finita. Bravi ragazzi, ottimo lavoro!

Recensione a cura di: D666
Voto: 75/100

Tracklist:
1. The Leper Town 04:09 
2. The Bell Tower 05:25 
3. The Riverbank 04:37 
4. The Creeper 05:54 

DURATA TOTALE: 20:05

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