HOLY MOSES - Redefined Mayhem

Full-length, Steamhammer
(2014)

Quando si parla di thrash, e più nello specifico di thrash tedesco, si commette quasi sempre una mancanza: non si citano mai gli Holy Moses, che sono a pieno diritto tra i prime-movers di tutto il movimento thrash, coi loro 35 anni di carriera sul groppone e una manciata di album di alto livello. Non dico tutti, ma almeno 5 o 6 album da annoverare in un ipotetico manuale del thrash teutonico. Ma veniamo ai giorni nostri, e diciamo subito che gli Holy Moses negli ultimi anni stanno vivendo una seconda giovinezza, ed è una cosa che capita a tante band, mi basti pensare ad esempio a Napalm Death, Tankard, Motorhead e altri ancora, ma è innegabile che dischi come "Strength Power Will Passion", "Agony of Death" e quest'ultimo "Redefined Mayhem" rappresentano un trittico imperdibile per i thrashers più accaniti.

La band della bella e grezza Sabina Classen ha saputo mantenere uno stile ancorato ai vecchi stilemi del genere, ma ha apportato quel minimo di groove (esempio lampante la track "Delusion"), e cattiveria tipici degli ultimi decenni del thrash, ha calibrato bene il lavoro di produzione e ha forgiato davvero degli ottimi prodotti. Il qui presente "Redefined Mayhem" segue le orme del precedente album, ma personalmente lo trovo più efficace ed il motivo è molto semplice: ci sono canzoni migliori, più trascinanti. Il tipico speed-thrash non è stato minimamente intaccato, ma ciò che apprezzo di questa band sono le vocals al vetriolo della brava cantante e un approccio cupo verso la musica. E qualcuno direbbe, "e cosa ti aspetti dal thrash, canzoni allegre"? La risposta è che è vero, non ci sono quasi mai canzoni allegre in questo genere, ma ci sono band più positive e altre meno. Sicuramente la vena pessimista si respira alla grande negli Holy Moses, così come la loro cattiveria. Se ascoltate un pezzo come "Process Of Projection" capirete subito cosa voglio dire: riff veloci, dissonanti, che rimembrano i primi Kreator, ritornello in doppia cassa incessante, attitudine "in your face" e senza fronzoli. Sarebbe anche un errore però bollare questo album come un disco suonato in maniera semplice, in quanto vi assicuro che le trame chitarristiche sono tanto brutali quanto non proprio facili, e se si legge bene tra le note, si capisce come molte volte si usino armonizzazioni tutt'altro che scontate. Altra nota di super merito va alla opener "Hellhound", dall'apertura quasi black metal che si trasforma poi in un turbine thrash devastante, con ottime aperture sul ritornello che ricordano gli ultimi Kreator, ma che li superano alla grande. Ottimi stop e ripartenze trasformano questo brano come uno tra i più completi del lotto, e i riff sono di altissima fattura.

La band comunque è in gran spolvero, riesce ad imprimere ad ogni brano un suo carattere, cercando di non andare però oltre. C'è anche un vago retaggio hard core che affiora qua e là, e questo potrete riscontrarlo nell'inizio del brano "Liars" o nella velocissima e finale "The Dirt". Si accarezzano territori di metal estremo in "Redemption of the Shattered", una badilata in faccia che ti annienta in poco più di tre minuti.
Non nomino altre canzoni, tanto si è capito che l'album si assesta tutto tra il discreto e l'ottimo a seconda dei brani, e anche perchè, fondamentalmente, se vi piace il primo pezzo vi piaceranno tutti. Forse alla lunga il disco potrebbe diventare un tantino ripetitivo, ma la durata esigua di ogni brano riesce a colmare questo unico difetto. Ovviamente se questi fossero i difetti dei vecchietti del thrash, ma anche di molte leve attuali, potremmo dormire tutti sonni tranquilli, ma il problema è che dischi come questo rimangono di nicchia e i soliti grandi nomi intascano soldi ormai senza motivo e meriti, e i giovani fanno cilecca dietro dischi sciatti e senza anima...Detto questo, detto tutto. Grandi Holy Moses!
PS: Scusate il ritardo nel recensire questo album, ma è meglio tardi che mai...

Recensione di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
Voto: 78/100

Tracklist:
1. Hellhound 03:44 
2. Triggered 03:28 
3. Undead Dogs 03:34 
4. Into the Dark 04:38
5. Sacred Sorrows 03:31 
6. Process of Projection 03:56 
7. Fading Realities 03:11 
8. Liars 03:19 
9. Redemption of the Shattered 03:17 
10. Whet the Knife 03:23 
11. Delusion 03:52 
12. One Step Ahead of Death 04:57 
13. This Dirt 01:16 

DURATA TOTALE: 46:06

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