ENDAMAGED - At the Gates

Full-length, Sliptrick Records 
(2014)

Sano e robusto heavy metal che arriva dal cuore dell'Italia, Roma di preciso. Questa volta la Sliptrick Records è andata sul classico producendo il primo full-length dei metallers Endamaged, che ci offrono circa cinquanta minuti di metallo puro venato leggermente di power e speed metal. La prima influenza che ho riscontrato, soprattutto nelle parti più tecniche, e parlando soprattutto delle chitarre, è quella degli Annihilator, e quindi immaginerete belle scorribande di riff e assoli, mai banali e sempre ispirati. Il lavoro di batteria è davvero encomiabile, con un Filippo Villanova sempre potente, incisivo e vera macchina da guerra nelle parti in doppia cassa. 

E' bello quando la band si rtaglia lunghe parti solo strumentali all'interno dei brani, come nell'opener "Soldier God" o "Death (The 4th Seal)", dove assoli e riff si rincorrono con ottima interpretazione. 
L'anello leggermente debole del disco è la voce di Roberto Mastropietro, non tanto per le sue capacità non eccelse, ma per il fatto che la band lo abbia relegato in un angolino, ovvero togliendo volume e facendo in modo che le vocals giungano all'ascoltatore sommerse da tutto il resto. Se devo essere onesto, io una spiegazione a tutto ciò l'avrei ed è molto semplice: il reparto prettamente strumentale è decisamente superiore a quello vocale che pur non essendo malaccio, palesa subito i suoi limiti in fatto di intonazione e potenza, e questo pare lo abbiano notato un po' tutti all'interno della band, probabilmente. Ed è da questo ragionamento, a mio avviso, che nasce la decisione di mixare le voci con un volume basso, per camuffarne i difetti.

A parte questo aspetto, il disco è un buon esempio di heavy metal vecchio stile, con belle accelerazioni, chitarre sempre sugli scudi e sezione ritmica di primo livello. Ci sono cadute di tono evidenti, come in "Lies of the Vultures", dove la band non riesce a costruire nulla di buono o quasi, e dove davvero la voce non si può sentire, in quanto cerca di cimentarsi in acuti ma finendo per stonare clamorosamente.
Il disco scorre più o meno su queste coordinate, tra alti e bassi, fino ad arrivare alla fine con la bella "The Dome of the Rock", canzone dalle strutture articolate, cambi di tempo vorticosi e dove davvero lo spettro della band di Jeff Waters mi sembra palese, più che altro per l'imprevedibilità compositiva che questi Endamaged hanno nel sangue. Ecco, questo aspetto, unito ad una più che buona padronanza strumentale, sono le basi su cui la formazione dovrebbe sviluppare il sound nel futuro immediato, e cercando un rimedio per la voce. 

Spiace davvero quando una band ha le capacità ma queste vengono offuscate da un elemento deficitario, che in questo caso è la voce.Le basi ci sono, bisogna limare e migliorare un solo, ma importantissimo elemento, e non ripeto ancora qual è. 
Con i dovuti accorgimenti, gli Endamaged sapranno regalarci grande musica, in quanto parliamo di gente che sa come comporre bei brani.

Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
VOTO: 60/100

Tracklist:
1. Soldier God 05:32
2. Death (The 4th Seal) 06:20
3. Lies of the Vultures 04:47
4. Where the Walls Fall Down 05:33
5. No Graves but the Sea 05:26
6. Master of Abyss 08:21
7. Into the Pit...Endamaged 06:13
8. The Dome of the Rock 07:01

DURATA TOTALE: 49:13


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