ANEWRAGE - ANR

Full-length, Sliptrick Records
(2014)
 
Da Milano con idee e personalità, questo il biglietto da visita che ci presentano gli ANEWRAGE. La band milanese, dopo diversi ep, arriva al debutto con questo ANR, disco sorprendente graziato da una fusione di stili come l'alternative rock, il crossover e l'hard rock moderno, e da una propensione verso soluzioni vagamente progressive e comunque abbastanza elaborate.
L'influenza di band come Destrage, Alter Bridge, ultimi Mudvayne e un pizzico di Velvet Revolver crea un prodotto frizzante, ben realizzato sotto tutti i punti di vista, anche da quello del suono, molto compatto e professionale, realizzato presso i Magnitude Studios di Matteo Magni (chitarrista dei Rhyme).

Ogni canzone è un affresco di belle melodie vocali, sezione ritmica esplosiva e fantasiosa. Esempio lampante di quello che sto dicendo possiamo trovarlo espresso ai massimi livelli in un pezzo come "Nerveball", un mix interessantissimo tra crossover e partiture a tratti vagamente progressive e accenni quasi fusion. Per l'impronta che la band dà a pezzi come questo o a "No More", potremmo parlare quasi di formazione che non fa nulla per nascondere la propria eccellente tecnica, ma il tutto viene messo al servizio di brani che puntano comunque su strutture sufficientemente "fluide" e con chitarre belle potenti, come nell'opener "Ape's Legacy", una vera batosta ai limiti del nu metal che sconquassa a dovere l'ascoltatore. Stesso discorso per la successiva "Red Wet Lips", aggressiva, immediata, ma anche gradevolmente orecchiabile, che trova nelle vocals ruvide di Axel Capurdo e nelle grandi aperture melodiche le sue armi vincenti. Bel tiro anche per "The Backflip Irony", una specie di rock n'roll metallizzato davvero efficace e capace di far battere il piede all'impazzata, che mette ancora una volta in mostra la duttilità dei nostri, che di brano in brano sorprendono grazie ad una padronanza strumentale invidiabile e ad una capacità compositiva di altissimo livello, che si può notare anche nelle tante varianti che animano ogni traccia. Ancora metterei in evidenza la struggente e "grungettona" ballad "Frozen Light", dove la band prende un po' di fiato e ci regala un episodio semplice ma che colpisce per le sue melodie alla Silverchair (chi si ricorda di questi australiani)? La finale "My Land" mette di nuovo in risalto atmosfere grunge mescolate a modern rock e crossover (Linkin Park su tutti).
 
E' tutto bello quindi in questo album? Mettiamola in questa maniera: il disco è uno dei prodotti rock migliori che l'Italia abbia partorito da molti anni a questa parte, e se fosse uscito a cavallo tra anni Novanta e Duemila in USA, probabilmente avrebbe offuscato tante realtà che hanno avuto successo, tante volte immeritato. Ci sento anche un po' di Incubus, gruppo che non ho mai amato alla follia, ma sono solo piccoli sprazzi per fortuna. Quello che mi lascia perplesso è un qualcosa che non so come definire bene. Ci provo dicendo che forse avrei preferito una band più immediata, più "cazzuta" se mi passate il termine, piuttosto che una band che cerca sempre di stupire col proprio indubbio talento. Talvolta ho percepito anche un po' di freddezza compositiva, ma credo sia un po' lo scotto inevitabile da pagare per chi vuole un po' mettere in risalto l'operato (e lo studio) fatto sul proprio strumento. Ma questi sono difetti? Oggettivamente no, anzi, il fatto che gli ANEWRAGE suonino letteralmente da paura del buon rock è elemento di cui vantarsi. Ma che ci volete fare, sono un inguaribile grezzone, e non sempre dei brani troppo sfaccettati incontrano pienamente i miei favori. 
 
Detto questo, ribadisco che, a parte miei gusti e/o limiti, questa formazione è davvero qualcosa di fuori dalla norma, capace di interpretare una musica apparentemente semplice ma che loro rendono del tutto personale e per certi versi innovativa, data la commistione di stili che vive all'interno di queste dodici tracce. Una gran bella promessa sia per chi ama il rock evoluto che per i metallari un po' aperti di mente.
 
Recensione a cura di: Sergio Vinci "Kosmos Reversum"
VOTO: 74/100
 
Tracklist:
Ape's Legacy 
Red Wet Lips The Backflip Irony 
Butterflies 
Nerveball 
Eye of Broken Man 
Rotten 
Veins Swell And Heart Beats 
No More 
Still Don't Know 
Frozen Light 
My Land
 

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