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Intervista: VULTURIUM MEMORIAE

Abbiamo recensito su queste pagine il debutto di questa one-man band, approdata alla corte della Avantgarde Music con il debutto "Nato per ragioni ignote". Dietro questo progetto si cela Mirg, nostra vecchia conoscenza, in quanto già mente degli ottimi Macabre Enslaver e C.M.E.. A lui la parola!

1) Benvenuto, grazie per l'intervista, innanzitutto, volevo chiederti quali sono le esigenze che hanno portato alla nascita di questo tuo nuovo progetto musicale, "Vulturium Memoriae" che sin dal titolo si rifà al paese in cui sei nato, Voltri in Liguria?

Vulturium Memoriae, in realtà, nacque contemporaneamente a Macabre Enslaver, nel 2006.
Composi sotto il mio nome artistico “Mirg” fino al 2008, ma come già ho detto in alcune vecchie interviste, dovetti scindere il materiale per due progetti, rendendomi conto dell'estremo contrasto interno dell'insieme del materiale.
Nello stesso anno, infatti, incisi il demo di Vulturium Memoriae (sotto il provvisorio nome Drone Vulturium), materiale di matrice black metal ma con già degli spunti significativi per i risultati a venire, solo che rimase da parte per insoddisfazioni personali del risultato finale e dopo sei anni, eccolo col suo debutto “Nato Per Ragioni Ignote” sotto vesti completamente nuove, pezzi composti in poco tempo e più adatti alla personalità che ho adesso.
Il nome, come hai detto tu, è un omaggio a Voltri (“Vulturium” è il nome antico), periferia dove sono praticamente nato, cresciuto e dove ancora vivo, di cui nutro un sentimento “evergreen” di fascinazione e ispirazione.
Tutta la musica che compongo sia per Macabre Enslaver, che per Vulturium Memoriae, traggono ispirazione inesauribile da questo posto, una sorta di luogo di preghiera, una Chiesa all'aperto, il mio universo.
Ho una sorta di fissazione similare che possiede Stephen King nei confronti del Maine, tanto per intenderci.

2) Volendo fare un parallelo con gli altri tuoi progetti, "Macabre Enslaver" e la collaborazione con Cryostasium "C.M.E", ho notato che è sempre presente un certo gusto per l'atmosfera tetra e malinconica, ma qui meno industriale e meccanica (anche se non mancano tali momenti come in “Grigiore a cielo aperto”), più votata ad un' onirica ricostruzione psicologica ed esistenziale ricca di nostalgia, che richiama languidi momenti oscuri dai connotati Dark e Post Rock.
Volevi quindi anche esprimere esigenze musicali magari non consone al discorso musicale e tematico portato avanti con il tuo progetto principale?


Vulturium Memoriae è l'esposizione totale della mia persona, ed e' in realtà il mio vero progetto principale, una fedele rappresentazione della mia vita passata, presente e futura.
Macabre Enslaver non è altro che il suono dell'abisso, una descrizione accurata della paura, uno spauracchio quindi.
Uno spauracchio di cui spero liberarmene al più presto.

3) Credi che con "Nato Per Ragioni Ignote" tu abbia espresso quanto volevi dire con i "Vulturium Memoriae", o vedi già in futuro altre uscite più o meno regolari in parallelo a quelle dei "Macabre Enslaver"?

Io voglio continuare a comporre per Vulturium Memoriae per tutta la vita o, almeno, per quanto sarà necessario farlo, senza alcun limite di genere, fare solo ciò che mi piace e che rappresenti al meglio periodi della mia vita.
Nulla di più, nulla di meno.
Il debutto “Le Sporche Strade Della Mente” di Macabre Enslaver, avrebbe dovuto essere l'unico album del progetto, ma purtroppo, non lo è stato.
D'altronde io non decido nulla, le cose vanno e vengono da sole.

4) Sei attivo da diverso tempo nella scena Black Metal italiana; come valuti il suo stato attuale?
Credi che sia possibile anche per noi raggiungere il livello di varietà e sperimentazione che al momento contraddistingue la vicina scena francese?


Io non sono attivo in nessuna scena Black Metal, faccio musica e la rilascio, stop.
In ogni caso, ho notato che dall'anno scorso, in Italia, si sta muovendo di nuovo qualcosa di veramente buono, purtroppo dal 2010 al 2012, c'è stato un degrado musicale che ancora oggi si sentono gli echi cacofonici ed estetici, ma la colpa la do alle persone che han tifato casa propria senza alcun criterio.
Sai, ormai, va di moda fare i patrioti della domenica, quindi c'è la tendenza nel tifare un gruppo solo perché italiano o perché sei un loro “amico” e non per la qualità della proposta.
La musica non la si tifa, la si ascolta e la si vive camminando in giro con le cuffie, divenendo cosi una delle tantissime forme d'esperienza e, per quanto mi riguarda, tra le più importanti.
Dell'attuale ambiente musicale italiano, ribadendo quanto detto nell'intervista precedente, ho respirato aria pulita comprando i nuovi dischi di Janvs, Melencolia Estatica e il debutto dei Progenie Terrestre Pura.
Senza contare il ritorno di band quali Arcana Coelestia/Urna o i nuovi arrivi come gli Earth And Pillars.
Ma ormai questi sono nomi che fanno l'eccezione, la regola si e' ormai deturpata parecchio negli ultimi 4/5 anni, si è in preda alle band di serie Z e se devo confrontare il decennio italiano 2000-2009 con quello che stiamo vivendo ora, beh, è chiaro che c'è un netto cambiamento in peggio, ma non è detto, mi pare di vedere un ritorno alla bellezza.
La Francia invece, è in continua evoluzione, non si appoggia mai al passato, si reinventa di continuo senza paura, basta confrontare gli anni 90 delle Les Legions Noires, con le moderne band come Deathspell Omega, Blut Aus Nord, Nahar, NKVD, Sordide, Sektemtum, Nehemah e tante altre che hanno sfornato dischi meravigliosi.
I francesi sono un popolo artisticamente anarchico, sono sempre ricettivi, danno risposta immediata e chissà cos'altro faranno da qui a dieci anni, sono imprevedibili e li ammiro molto per questo.
L'Italia invece è sempre in attesa del “pilastro” da venerare, copiare, rubargli nelle tasche, smembrare, da crocifiggere sul muro della “storia del black metal italico” come ultimo atto di consacrazione, per poi deturpare il messaggio in un qualcosa di imbarazzante, retorico e vuoto.

5) Mi piacerebbe sapere dei tuoi gusti musicali, ascoltando la tua musica posso intuire, oltre naturalmente al Black Metal, un certo apprezzamento per la musica industriale, il Dark Ambient e il Post - Rock più oscuro, ma vorrei sentire cosa puoi raccontarci al riguardo.

Elencare tutto quello che mi piace mi pare un po impossibile ormai, non ho 14 anni da un pezzo e non ho più una piccola cerchia di preferenze, ma ti posso citare alcuni titoli che mi hanno ispirato per il debutto di Vulturium Memoriae : “Ray Of Light” di Madonna, “Head Over Heels” dei Cocteau Twins, “Mechanical Animals” di Marilyn Manson, “Dreamland” e “23 A.M.” di Robert Miles, “Pornography” dei Cure, “Atrocities” dei Christian Death, “Touched” dei Nadja e la colonna sonora del primo Terminator.

6) Essere un musicista di nicchia in Italia: cosa significa veramente? E' successo che le difficoltà ti abbiano scoraggiato, salvo poi continuare con quanto senti essere importante per te?

Essere un musicista di nicchia, non significa nulla e non è un vanto, è spesso un disagio anzi, perché fondamentalmente ogni creativo ha il sacrosanto bisogno di essere universale.
Ho smesso di credere a chi si vanta di vendere poche copie e che ama essere nell'underground, perché fondamentalmente siamo in un periodo storico dove la musica vende poco a prescindere dalla volontà di una band o artista che sia.
Quindi mi pare una presa di posizione poco credibile e totalmente falsa dalla base, perché avere un discreto successo non significa svendersi, significa piacere per quello che si fa e non ha nulla a che vedere con la genuinità di una proposta musicale, anzi, nella musica di nicchia ho sempre avuto modo di conoscere ambienti colmi di pessima estetica e di scorrettezza intellettuale, di cui spesso esplodono le classiche “guerriglie tra poveri”.
Quindi, cosa significhi essere “underground” ancora non l'ho capito, forse nemmeno chi si sente porta bandiera di queste puttanate, perché fondamentalmente essere “una valida alternativa alla musica di massa” non significa mettere su una sagra di paese e con release ad edizioni limitate da 50 copie, ma è una responsabilità molto grossa di cui non credo molti abbiano bene a mente.
Significa proporre qualcosa di molto forte, bello e libero sopratutto, cosa che ormai la musica di nicchia ha smesso quasi del tutto, sono tutti piegati ai voleri dell'ascoltatore medio che vuole sentire sempre le stesse medesime cose o con i soliti nomi, o dischi di influenze similari.
E' questa la morte di un genere, non la band che vende di più o che sperimenta, anzi, non c'è periodo peggiore come questo per chi fondamentalmente vuole donare vita a qualcosa di nuovo, di proprio, che ha dentro, che passa gran parte del proprio tempo a tirare fuori nel suono qualcosa d'importante e fregandosene quello che è stato detto dai “mostri sacri” in età giovanile in interviste vecchie di oltre 20 anni.
Sul serio, basta. Basta cosi.
Basta usare in maniera cancerogena “la storia”, essa non è altro che un reso conto di un evento, morta li nella sua epoca e non può essere riproducibile, se non una monca imitazione.
La storia è una tomba, piantatela di manovrare i “cadaveri storici” come burattini, tutto ciò è di cattivo gusto.

7) In futuro prevedi altre collaborazioni come quella con " Cryostasium"?
Come è stata come esperienza lavorare a "quattro mani" su qualcosa che non comprendeva solo la tua visione e mondo interiore/musicale?


Vedremo, io e Cody, qualche tempo fa, abbiamo parlato per un ipotetico seguito di “Mund”, ma siamo entrambi molto impegnati con i nostri progetti al momento, spero nel 2016 di poter riprendere a fare qualcosa con lui, ho qualche idea nella testa da proporgli.
La cosa bella di aver collaborato con lui per CME (sigla di Cryostasium & Macabre Enslaver) è stata la totale libertà di composizione e di immaginazione, non voglio esagerare ma a tratti non sembrava manco di collaborare con un altra persona, ma con una lontana proiezione di me stesso.
8) Essere una "one man band" comporta sia aspetti positivi (il dover rendere conto solo a se stessi) e naturalmente anche aspetti difficili, come dover gestire tutto da soli.
Come nasce un tuo brano? Parti prima da una melodia che ti viene in mente, dalla ritmica, o altro?


Non ho alcuna difficoltà nel gestirmi da solo le cose, anzi, è stata una scelta di cui, dopo quasi 9 anni, non mi pento.
In ogni caso, le composizioni avvengono in maniera del tutto casuale, non ho molto da dire al riguardo ad essere onesto.

9) Quanto è importante per te "raccontarti" con la tua musica, pur magari non usando testi direttamente autobiografici, ma tramite suoni ed atmosfere che nascono dal tuo io?

Il mio tentativo principale non è il raccontarmi, ma deframmentarmi, riscoprirmi pezzo per pezzo e annullare la mia coscienza sociale, perdendomi completamente in questi meccanismi.
Certo, questa musica “racconta”, ma è qualcosa di ben diverso da una semplice narrazione, c'è qualcosa di più, c'è la mia voglia di essere terreno e non più un cittadino.
Questo meccanismo non so dove mi porterà, per questo mi reputo “Nato Per Ragioni Ignote”, più conosco/riscopro lati di me stesso e più capisco che la vita è eternamente incerta ed l'unica certezza veramente buona che offre : il dubbio, quindi la curiosità.
Una profonda religiosità nei confronti dell'esistenza, della gestualità e del pensiero che vola verso l'oltre.

10) Desideri dire qualcosa per chi legge e magari è incuriosito dalla tua musica?  

No.

Intervista a cura di: Davide Pappalardo

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