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CAVALERA CONSPIRACY "Pandemonium"

Full-length, Napalm Records 
(2014)

E' un circolo completo quello che ha percorso Max Cavalera con questo “Pandemonium”, terzo capitolo della band fondata per celebrare la sua riappacificazione musicale con il fratello Igor, e che in fondo può essere considerata una sorta di costola degli ultimi Soulfly. Il chitarrista carioca aveva infatti cominciato la sua carriera musicale con una forma di thrash particolarmente violento che lambiva i confini dell'allora nascente death metal: e questa descrizione, pur con tutte le differenze del caso, vale oggi a distanza di trenta anni circa per il nuovo “Pandemonium”.

In verità il Sig. Cavalera già da tempo aveva riesumato ritmi più frenetici a scapito del groove insistito dell'epoca gniù (un genere che comunque aveva contribuito a plasmare), ma di certo non nella stessa misura di questo album. Solo “Deus ex machina”, “Not losing the edge” e la etnica “Porra” sono mid-tempos, e solo per metà; per il resto il disco è costituito interamente da quei forsennati ritmi tupatupatupatupa che tanto hanno fatto la fortuna di un album paradigmatico come “Reign in blood”. L'obiettivo tellurico del disco è poi sottolineato anche dall'interpretazione vocale, che in diversi frangenti davvero richiama il tocco gutturale del death, e dalla produzione, un po' più sporca della media cui siamo abituati oggigiorno. 

Quello che però rende quest'album degno di attenzione è, chiaramente, lo sforzo compositivo. Non ci vuole niente a suonare veloci dei brani, tra l'altro, non propriamente tecnici (in questo senso Igor Cavalera si conferma un batterista abbastanza sopravvalutato), ma Max riesce a tirare fuori dei pezzi assolutamente ragionati e non solo delle collezioni di riff. Inoltre, nonostante l'uniformità ritmica, i pezzi vengono fuori tutti ben personalizzati, in quanto abbiamo episodi basati su riff lineari ed oscuri, altri più melodici ed articolati, altri ancora che riesumano, seppur in un contesto speed, il groove dello strumento low-tuned. 

Manca purtroppo quel pezzo di bellezza leggendaria che spinga l'intero lavoro, ma la qualità media di questo “Pandemonium” rimane, comunque, davvero elevata.

Recensione di: Fulvio Ermete
VOTO: 77/100
 
Tracklist: 
1. Babylonian Pandemonium 03:35
2. Banzai Kamakazi 04:04
3. Scum 02:28
4. I, Barbarian 03:24
5. Cramunhão 05:28
6. Apex Predator 03:45
7. Insurrection 03:49
8. Not Losing the Edge 05:10
9. Father of Hate 03:31
10. The Crucible 03:27
11. Deux Ex Machina 06:29
12. Porra 06:00
DURATA TOTALE: 51:10 

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