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Slash "World On Fire"

Full-length, Roadrunner Records
(2014)

Questa volta Slash e i suoi compagni di avventura hanno fatto le cose davvero in grande, pubblicando un album di ottanta minuti con più di diciassette tracce. Visto che la squadra che vince non si cambia, la formazione rimane immutata, con un Myles Kennedy in grande spolvero alle vocals, Todd Kerns al basso e ai cori e dietro le pelli il solido batterista Brent Fitz.

Già la titletrack del disco, "World on Fire", mostra chiaramente che Slash sta vivendo una seconda fase d’oro: è palesemente l’ex- Guns n’ Roses (o se preferite Axl n’ Roses) invecchiato meglio. La canzone esplode con un bel riff elettrico e terremotante, Kennedy ci regala un ritornello perfetto e travolgente, l’assolo di chitarra con pentatoniche a go go ci conferma un ritorno in ottima forma. La componente hard rock si fa sentire in molte altre canzoni, caratterizzate da riff ruvidi e grezzi, ma anche radiofonici e un Myles Kennedy in stato di grazia che fa la parte del leone con la sua voce squillante, confermando il suo status di miglior voce (amio modo di vedere) nel panorama hard rock moderno.

Brani come "Automatic Overdrive" (dal riff iniziale quasi maideniano), o "Wicked Stone" che ricorda molto il passato coi Guns n' Roses, riaggiornato con passaggi anthemici da concerto (e con un assolo esaltante), o ancora la cattiva Beneath the Savage Sun (molto ben strutturata nei suoi cinque minuti di durata) o, perché no, la bellissima "30 years to life", spazzano via ogni dubbio: tutti e quattro i musicisti sono ispiratissimi e si sente che si sono divertiti a registrare questo disco, per la felicità di fan e critica. 
Nel platter ci sono anche diverse ballad, una su tutte l’intensa "Battleground", dove colpisce molto l’interpretazione di Kennedy.

 Purtroppo, l’unico difetto dell’album è forse l’eccessiva lunghezza, che coincide con qualche filler di troppo, dodici o tredici brani avrebbero reso l’album più compatto e scorrevole, ma è una pecca sorpassabile, se si considera che i filler sono comunque una spanna sopra la media di una qualsiasi band mediocre.
In linea di massima, questo album ci conferma, come il precedente "Apocalyptic Love", che Slash e compagni sono più una band che preferisce lavorare di squadra piuttosto che un semplice progetto solista. 

Ne risulta un album davvero buono, che farà la gioia dei fan del chitarrista dalla folta chioma riccioluta e ovviamente dei fan degli Alter Bridge.
Grasso che cola.

Recensione di: Stefano Paparesta
VOTO: 79/100

Tracklist:
1. World on Fire 4:30
2. Shadow Life 4:00
3. Automatic Overdrive 3:35
4. Wicked Stone 5:27
5. 30 Years to Life 5:08
6. Bent to Fly 4:56
7. Stone Blind 3:49
8. Too Far Gone 4:07
9. Beneath the Savage Sun 5:48
10. Withered Delilah 3:10
11. Battleground 6:59
12. Dirty Girl 4:14
13. Iris of the Storm 4:00
14. Avalon 3:00
15. The Dissident 4:26
16. Safari Inn 3:26
17. The Unholy 6:48

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