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BLUT AUS NORD/P.H.O.B.O.S "Triunity"

Split EP, Debemur Morti Productions 

(2014)

"Triunity" è uno split tra i Blut Aus Nord, ormai da anni capisaldi del Black Metal sperimentale francese, e i P.H.O.B.O.S, gruppo sempre d' oltralpe formato dall' unico membro Frédéric Sacri, dedito ad un Doom meccanico ed industriale che costituisce la seconda anima di questo interessante lavoro; per quanto riguarda il progetto di Vindsval e GhÖst troviamo l' inedita presenza di un batterista fisico, l' italiano Gionata Potenti, che tornerà in questo ruolo anche nell' album "Memoria Vetusta III: Saturnian Poetry", al posto dell' usuale drum machine usata dai nostri.
Questo dona ai loro pezzi una natura decisamente più organica, che funziona perfettamente e fa controbilancio all' andamento opprimente e meccanico della seconda parte dello split, a cura di P.H.O.B.O.S.

Si parte con "De Librio Arbitrio", che mette subito in bella mostra chitarre dissonanti sostenute dal drumming serrato e da effetti onirici in sottofondo. La voce è tenuta nelle retrovie, un gorgoglio pieno di effetti, la struttura è giocata su loop continui e disorientanti, in cui prednono spazio cori in voce pulita e il crudele declamare del cantante; non vengono a mancare malinconici e ferddi assoli atonali che creano una bellissima atmosfera nottura. Vengono coniugate le tendenze melodiche e sognanti di progetti come la serie "Memoria Vetusta" o l' ultima parte della trilogia "777" con le dissonanze progressive che accomunano i nostri, ma con minore cacofonia tecnica, ai connazionali Deathspell Omega, per un effetto allo stesso tempo moderno ed incalzante, ma inconfondibilmente Black nella sua fredda e tetra malinconia claustrofobica in cui s' inseriscono i ruggiti maligni delle vocals e gli ossessivi riff geometrici tritacarne. Si prosegue su alti livelli con " Hùbris" che procede con un anima più Doom nei suoi giri di chitarra grevi e nei canti solenni a voce pulita. che richiamano cori sacri; il momento di gloria si ha con l' apertura del rifting melodico dal motivo stupendo che trova base su tastiere ammalianti, che poi lascia spazio a bordate Thrash che lo intervallano con grande effetto. Il brano è decisamente giocato sulle melodie atonali ariose ed eteree, squarciate dai riff circolari di chitarra, in un forte impatto emotivo che delinea uno dei migliori pezzi di tutta la lunga produzione della band. "Némeïnn" conclude la parte dedicata ai Blut Aus Nord con l' ennesimo ottimo brano che riporta le dissonanze in primo piano, accompagnate dal ruggito maligno del cantante e dai beat serrati di batteria umana; si viene a creare un vortice sonoro e discordante che trascina l' ascoltatore in un ostico e tetro mondo fatto di taglienti chitarre e assoli stridenti minacciosi e sentiti. L' andamento è ancora una volta incalzante, serpeggiando sicuro con i suoi movimenti neri come la pece e solenni, in una struttura geometrica ricca di angoli sonori estranianti e tristi melodie che s' intersecano in un' entità completa.

La seconda parte dedicata a P.H.O.B.O.S parte con "Glowing Phosphoros" e con le sue parti industriali ricche di elettronica in cui si staglia una drum machine pesante sorretta da synth acidi e alienanti, e vocals effettate che richiamano il progetto Industrial/Black Metal Thorns nei suoi andamenti meccanici e nei suoni cosmici, pregni di un nero futurismo disumanizzante e cibernetico. "Transfixed at Golgotha" è dominata da un "Machine Rock" dalle chitarre in loop come un motore malfunzionante, su cui si organizzano i beat metallici della drum machine, in un gorgo sonoro claustrofobico e malvagio che richiama una versione rallentata dell' Industrial Metal anni '80, o se preferite una versione decisamente più maligna dei Godflesh; il lavoro si chiude con "Ahrimanic Impulse Victory" che mantiene tutta la pesantezza e la carica meccanica finora incontrate, con loop ossessivi di riff ad accordatura bassa e colpi sintetici di batteria distorti e pesanti, accompagnati da vocals che non stonerebbero in un album Electro-Industrial anni '80. L' impatto è incalzante, giocato su claustrofobie sonore dove s' inseriscono andamenti elettronici e futuristici dal sapore cinematografico che avanzano in un crescendo drammatico dove l' uso dei campionamenti mantiene alta la tensione.

In definitiva un ottimo lavoro che qualsiasi fan dei Blut Aus Nord deve avere, anche i P.H.O.B.O.S contribuiscono con buoni brani dalla natura industriale ben congegnata, ma è chiaro come sia il primo gruppo a conquistare la scena con tre dei loro brani migliori di sempre, che coniugano perfettamente tendenze melodiche e dissonanze con il nuovo stile meno meccanico e più "umano". In ogni caso le due anime funzionano perfettamente insieme e creano un' opera di Metal sperimentale e moderno oscuro, claustrofobico, e pesante, perfetto manifesto della scuola francese che ormai da anni sta regalando grosse soddisfazioni.

Recensione a cura di: Davide Pappalardo
VOTO: 85/100

Tracklist:
1. Blut aus Nord - De Librio Arbitrio 07:10 
2. Blut aus Nord - Hùbris 06:10 
3. Blut aus Nord - Némeïnn 06:15 
4. P.H.O.B.O.S. - Glowing Phosphoros 07:00 
5. P.H.O.B.O.S. - Transfixed at Golgotha 07:00 
6. P.H.O.B.O.S. - Ahrimanic Impulse Victory 07:00 

DURATA TOTALE: 40:35

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