Godsmack "1000hp"

Full-length, Spinefarm/Universal
(2014)
 
Dopo una manciata di album alle spalle, una carriera iniziata quasi venti anni fa, e un successo, che almeno in USA, è sempre stato di dimensioni importanti, torna la band di Boston capeggiata dal singer Sully Erna, e lo fa con un disco coerente in tutto e per tutto con il proprio passato. Un Heavy/Hard Rock venato di grunge e nu metal che ha come punto di forza proprio la voce del sopra menzionato cantante e delle canzoni che non potranno non rimanere impresse nella mente dell’ascoltatore. D’altronde la forza (ma anche forse il limite) di questa band è proprio questa: riuscire a confezionare episodi dall’alto grado energico, semplici, sorretti da ritornelli orecchiabili cantanti a pieni polmoni dal buon Erna, che come al solito presenta una timbrica che ricorda da vicino il miglior James Hetfield, ma che più volte abbraccia linee melodiche e tonalità vicine a certo grunge, riportando un po’ alla mente l’operato del rimpianto Layne Staley.

Il disco quindi è manna dal cielo per tutti quelli che amano l’heavy rock più sanguigno, musica fatta con il cuore ma anche con un attento occhio rivolto all’appeal commerciale. Ma i Godsmack a volte diventano talmente irresistibili che ci si dimentica di qualche accenno di troppo alla commercialità. Tra le composizioni più riuscite è il caso di menzionare l’opener e primo singolo “1000hp”, davvero esplosivo, la bellissima e sofferta “Something Different”. E ancora “Locked & Loaded”, che potrebbe far pensare ad un ipotetico incrocio tra i Metallica black album-era e gli Stone Temple Pilots più cupi.

L’album in generale quindi ci riconsegna una band in forma e che non ha stravolto minimamente il proprio trademark. Si potrebbe forse obiettare che i Godsmack siano il prodotto di varie commistioni atte a confezionare un prodotto di cui la massa possa facilmente fruire. Io invece credo che, sebbene non sia del tutto errato questo ragionamento, questa band abbia saputo trasformare in oro ciò che altri non hanno saputo fare. Perché non è facile riciclare influenze di primo livello in maniera così convincente e fluida. 
Un disco che non rimarrà nella storia del rock, ma che saprà regalare dei bei momenti di adrenalina. Consigliato!

Recensione di: Sergio Vinci “Kosmos Reversum”
Voto: 74/100
 
Tracklist:
01. 1000hp 
02. FML 
03. Something Different 
04. What’s Next 
05. Generation Day 
06. Locked & Loaded 
07. Living In The Gray 
08. I Don’t Belong 
09. Nothing Comes Easy 
10. Turning To Stone 
11. Life Is Good (International Bonus Track)
 

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