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1349 “Massive Cauldron of Chaos”

Full-length, Indie Recordings 
(2014)

Diciamoci la verità: i 1349 devono la propria fama e il loro appeal “commerciale” per un buon 90% al fatto che dietro alle pelli ci sia Frost dei Satyricon. Per quanto abbiano sfornato album di tutto rispetto, quando più quando meno, questo fatto per me è alquanto innegabile. Ecco quindi che a regolare scadenza - ma stavolta hanno tardato però un po' di più tra una release e l'altra - tornano questi norvegesi, con il loro solito modo di intendere il black metal, ovvero con velocità, brutalità, chitarre affilatissime e un retrogusto thrash metal old school che mai come in questo “Massive cauldron Of Chaos” era stato così presente.

E’ proprio il thrash metal stavolta a essere protagonista, in otto canzoni che, comunque, sono black metal fino al midollo. Ma rispetto al precedente “Demonoir” i quattro massacratori nordici stavolta optano per soluzioni leggermente meno oscure e malvagie, per sostituirle con chitarre stoppate, distorsioni che sanno molto di Sodom prima maniera, e il solito drumming forsennato di Frost, micidiale come una drum machine. Ci sono tutti gli elementi che potranno soddisfare i fan accaniti della band in questo nuovo capitolo, ma se qualcuno reputa che i 1349 siano solo quelli del primo ep e dell’abrasivo “Liberation”, forse potranno rimanere delusi. In pratica in questo lavoro si riprendono alcuni elementi di “Hellfire”, e si diluiscono con dosi massicce di thrash metal. Il risultato direi che è davvero buono, anche perché non ci troviamo di fronte a sostanziali mutamenti, ma solo ad una inevitabile evoluzione verso qualcosa di più maturo. 

Tecnicamente si dimostrano sempre sopra la media di tanti loro colleghi, e la loro tipica glacialità è ancora ben presente. Ho apprezzato davvero molto il lavoro di chitarra e il sound in generale, meno ovattato rispetto al capitolo precedente, più su frequenze alte. Episodi migliori del lotto a mio avviso sono: “Slaves”, già ascoltata sul web da tempo e sunto di tutti gli elementi che troverete in tutto l’album, poi “Exorcism”, Postmortem”, con inizio insolitamente cadenzato posto prima del solito pandemonio black-thrash. Citerei ancora la più tipicamente black oriented “”Mengele’s”, fredda e spietata come un killer di professione con belle aperture quasi atmosferiche dopo la metà. 

In "Golem" sembra di ascoltare quasi gli ultimi Impaled Nazarene, per le sue vaghe influenze thrash-punk. Chiude “Godslayer”, che non convince del tutto, causa di soluzioni ripetitive e di un tiro che sembra forzatamente smorzato, giusto per frenare un po’ i toni, ma non colpisce, non sa né di carne né di pesce. 
In generale questo ultimo disco dei 1349 se viene contestualizzato all’interno della discografia della band non pare spiccare in particolar modo. Personalmente credo che il loro meglio lo abbiano dato in “Liberation” e “Demonoir”, che servono anche come punti di riferimento della loro evoluzione, se così possiamo chiamarla, dal primo periodo a tempi recenti. “Massive Cauldron of Chaos” è il solito loro buon disco, ma non fa certo gridare al miracolo.

In ogni caso i Nostri si dimostrano come al solito band con molti lati positivi, e anche con un pizzico di mestiere riescono a confezionare un altro disco molto apprezzabile, ma non molto di più. 
Mi aspettavo di meglio dopo le anteprime ascoltate sul web, ma ci si può accontentare.

Recensione di: Sergio Vinci “Kosmos Reversum” 
Voto: 70/100

Tracklist: 
1. Cauldron 04:24 
2. Slaves 04:54 
3. Exorcism 05:37 
4. Postmortem 04:36 
5. Mengele's 06:00 
6. Golem 01:40 
7. Chained 04:53 
8. Godslayer 06:05

DURATA TOTALE: 38:09 

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