Radio Shakedown "Burn Again"

Full-length, Self-released 
(2014)

Trovarmi a recensire un disco punk dopo quasi 20 anni mi fa inevitabilmente tornare a quei tempi, quando noi punk eravamo i disadattati, disagiati e spesso, molto spesso, odiati dalla gente “per bene”. Eravamo molto convinti e impegnati nel sociale ed esprimevamo il nostro malessere con azioni spesso non decorose ma la nostra intenzione era proprio lasciare il segno, lanciare un messaggio forte alla famiglia, alle istituzioni, allo Stato, e in generale a tutto ciò che ci opprimeva e ci chiudeva dentro a delle regole.
Forse nemmeno si chiedeva una recensione, ci trovavamo alle colonne o in un altro quartiere che sentivamo appartenerci e, semplicemente ci si scambiava musica ed opinioni. C’era un sentimento di condivisione molto forte, eravamo uniti nei nostri ideali e i nostri rivali erano i “gabber”, quelli che vedevamo andar in giro vestiti firmati e fare hardcore con i soldi del papà. Qualcosa di quello scenario è rimasto, ma si è evoluto, gli stessi messaggi di disagio personale hanno cambiato forma, ma non per questo debbono essere considerati meno veri. E questi Radio Shakedown ne sono la prova. 
Scusate la lunga premessa, ma ho ritenuto fosse necessaria per far capire a coloro che vogliano accingersi ad ascoltare il punk odierno, che noi nati negli anni '80 ci siamo forse un po’ persi la forte evoluzione che il punk ha avuto nell’ultimo decennio.

Veniamo dunque a parlare dei Radio Shakedown, giovane band punk-rock attiva dal 2011. Immaginate di prendere il punk anni '70 (per intenderci quello originale, che ancora non aveva subito trasformazioni o estremizzazioni) e farlo rivivere nella Pescara del 2014. Questo fanno i Radio Shakedown e scusate se è poco! Personalmente non conosco la realtà abruzzese ma se questi ragazzi sono riusciti a metterla in musica in modo così accurato, descrivendo sentimenti come l’insoddisfazione dalla propria vita, la voglia (e la speranza) di cambiare, di uscire dalle regole e dagli schemi malati della società odierna –sentimenti probabilmente condivisi anche da altri abruzzesi, e non solo punk- immagino che assistere a un loro live deve essere una di quelle esperienze che lasciano il segno.

"Burn Again", il loro ultimo lavoro, si compone di sei tracce intense e coinvolgenti, suonate con la sfrontatezza e la determinazione che si chiede solitamente a un gruppo punk. Testi molto impegnati descrivono, senza indugi, gli errori che caratterizzano la società attuale; visti dagli occhi di chi li subisce questi errori e si trova a guardarsi dentro, con la consapevolezza però di essere diverso e di poter sperare ancora. A livello tecnico molto interessanti gli assoli di chitarra, presi evidentemente dal rock, che denotano non solo una forte padronanza dello strumento ma anche e soprattutto una formazione musicale che oserei definire eclettica. Merita un discorso a parte la “sorpresa” di questo album e cioè la conclusiva “Are You Having a Good Time?”. Rispetto alle altre è più simile a una ballata, profonda e sentita e di forte impatto emotivo che sicuramente riuscirà a coinvolgere anche chi preferisce altri generi di punk o altri generi musicali.

In rete trovate il video ufficiale di "Burn Again", che a mio avviso più che presentare il disco, illustra la realtà pescarese dove i ragazzi si sono formati. E siccome da sempre il punk è molto legato al contesto sociale dove viene composto, o forse meglio dire vissuto, può essere interessante vederlo prima di ascoltare l’album. Le immagini raccontano a volte meglio della musica la visione di un punk, in questo caso abbiamo uno spaccato di vita pescarese quindi è qualcosa di più.

Per concludere, anche adesso i punk vogliono la libertà di espressione e di pensiero, ma i loro brani hanno anche una componente introspettiva che forse noi non avevamo, raccontano in musica anche le emozioni oltre al messaggio, risultando più diretti all’ascoltatore. Se vi piace il punk rock, in questo "Burn Again" sono racchiuse tutte le emozioni che potreste cercare dal genere. “Tomorrow can still belong to us”.

Recensione di: Erin
Voto: 70/100

Tracklist: 
1. Something’s gonna come 02:41 
2. Wrecks 03:33 
3. Burn Again 03:28 
4. This is not the End 04:19 
5. Stay Sure 03:17 

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