Dark Mirror ov Tragedy "The Lunatic Chapters of Heavenly Creatures"

Full-length, WormHoleDeath Records
(2014)

Mi dispiace ma il terzo album dei coreani da Seul Dark Mirror ov tragedy è riassumibile nella seguente massima: “minchia che casino!”. “The Lunatic chapter of heavenly creatures” è questo. È un album proposto come Symphonic Black/Gothic/Death Metal, ed è composto da un intro più intermezzo per 7 vere canzoni e una durata complessiva di più di un’ora, tutte lunghe almeno 6 minuti e mezzo (ma si va a finire anche a 9 minuti).

Il più grosso problema è quello di avere sin dall’inizio e per tutto l’album un caos totale sonoro, con la tastiera che insieme al violino praticamente sono in un continuo assolo, non accompagnando mai ma eseguendo continuamente le loro partiture anche quando il cantante canta e la chitarra dovrebbe fare dei riffs. A tutto questo aggiungeteci una batteria che più che suonare dei pattern, sembra eseguirne un po’ e poi si lascia facilissimamente andare a cambi di tempo continui, rullate, drum fills continui, che rendono in tal modo i brani musicali zeppi di musica fino all’inverosimile. A tal punto che la qualità sonora è solo discreta. L’album è talmente pieno di note e di strumenti che in fase di mixaggio è impossibile che tutto potesse perfettamente, ma la voce resta confusa nel background sonoro e la chitarra si sente poco. E quando si sente non suona neanche particolarmente black, ma piuttosto death melodico e addirittura a volte deathcore. E a sottolinearlo ci pensano alcuni breakdowns in “Inchnography on Delusion” tipici di quel genere. Il risultato è per quel che mi riguarda solo uno: premere “Stop” sul lettore perché non ci si sta capendo niente e dire “fermatevi, non ci sto capendo nulla, mi state rincretinendo con tutte ‘ste note in libertà!”. 

Mai dei passaggi dove il tempo di batteria sia almeno per un po’ fisso, mai un momento dove la tastiera si limita a fare degli accordi, solo sinfonie in libertà e cambi di tempo continui. Adoro le orchestrazioni e la dinamicità musicale, ma non in quest’ordine: qui è decisamente tutto portato troppo all’estremo, e come se non bastasse completa il quadro una eccessiva lunghezza dei brani e dei tempi che molto raramente sono veloci, e comunque anche se lo fossero, dopo un po’ cambiano. Se siete ancora convinti del fatto che essere dinamici e orchestrali è importante, io vi rispondo che il Black Sinfonico Europeo funziona meglio quando è più semplice e diretto, quando non servono cretinate “core” e quando si bada al feeling senza fronzoli. E se volete esempi, andatevi a sentire l’originale “Stormblast”, “For All Tid”, “Dusk and her embrace” e “The principle of evil made flesh”, quelli sono dischi storici per il feeling dei brani, indipendentemente dalla tecnica e dalla sontuosità delle orchestrazioni. Mi dispiace, ma il Black Metal asiatico continua ad avere questo problema: troppo pacchiano, troppo esagerato, troppo lungo nei brani e troppo imitatore del Black Europeo. 

In conclusione: il voto è una sufficienza politica solo perché non so se è così che questo genere si fa in estremo oriente, ma qui in Europa questo cd non saprei proprio a chi consigliarlo, e se fosse fatto da Europei l’avrei bocciato alla grande. È talmente zeppo di note che non ha quasi feeling se non quello di copiare i Cradle of Filth, di Gothic ha solo il vestiario della band, e di Death, al massimo è deathcore: qui la voce e la chitarra accompagnano tastiera e violino, non il contrario. Potrebbe al massimo interessare agli amanti della musica più contorta e piena di note, tipo gli amanti del Progressive, ma francamente credo che anche gli amanti del Prog pensino al feeling e non a riempire l’album di note, o almeno così dovrebbero, e comunque se anche il cd fosse per loro, credo destinerebbero i loro soldi a gruppi Prog emergenti, e non a questi coreani qua. 
Ripeto: Sarò benevolo e non so se il Symphonic Black Metal in estremo oriente si apprezza così, ma di sicuro qui in Europa no! 

Recensione di: Snarl
Voto: 60/100

Tracklist:
1. Thy Sarcophagus 01:33
2. Unwritten Symphony 06:32
3. Dancing in the Burning Mirror 09:14
4. Ichnography on Delusion 08:15
5. Virtuoso of the Atmosphere 03:01
6. Perish by Luminos Dullness 08:32
7. The Constellation of Shadows 09:04
8. The Name of Tragedy 07:20
9. The Noumenon I Carved 06:37
DURATA TOTALE: 01:00:08

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