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Hirax “Immortal Legacy”

Full-length, Steamhammer
(2014)
Quando si parla di Hirax si può dire che si ripercorre anche una piccola parte di storia del thrash metal californiano. Attivi da circa metà degli anni Ottanta, gli Hirax hanno alle spalle una discografia decisamente corposa, ma a livello di full-length, con questo “Immortal Legacy” arrivano appena al quinto della loro carriera. A prescindere da questi dati, il sound dei Nostri si mantiene sulle coordinate di base alle quali ci avevano abituati, forse con una maggiore propensione per la melodia, per strutture dei brani leggermente più complesse ragionate e quindi di una maturità compositiva più tangibile rispetto al passato. Con una copertina che parte già col piede giusto e in grado di far venire nostalgia dei vecchi tempi (l’artwork è a cura di Philip Lawvere, colui che disegnò la copertina di Pleasure to Kill dei Kreator…), la band ci sbatte in faccia il suo thrash metal venato di hardcore, con Katon W. DePena che come al solito detta legge con la sua voce acuta e abrasiva, e una sezione ritmica tellurica e devastante per tutto l’arco dei circa 38 minuti di durata del disco.
I pezzi hanno una durata media di quattro minuti, e non aggiungono nulla di nuovo ad un genere che ha detto tutto o quasi come il thrash che viene qui proposto. Ma gli Hirax riescono comunque a risultare sempre gradevoli e una garanzia per tutti coloro che digeriscono male innovazioni in questo genere. Una partenza come “Black Smoke” è davvero una mazzata in pieno volto, quasi in stile Slayer, per la furia messa in atto. Apprezzabile anche la produzione, che risulta azzeccata e old school, in controtendenza con la maggior parte delle produzioni metal attuali, che sembrano rifarsi tutte ai canoni imposti dalle major del settore, e che quindi risultano con l’annullare la personalità delle band. Abbiamo quindi il piacere di ascoltare una batteria che ha il suono di una batteria vera, suonata e registrata alla vecchia maniera. Si sa che ormai tanti dischi hanno una batteria che suona come una drum machine, e purtroppo la cosa ancora più grave è che molto spesso tante parti di batteria non sono suonate ma programmate…Personalmente non sono contro questo tipo di scelta, a patto che venga specificato.

Ecco, il discorso generale che si potrebbe fare per questo “Immortal Legacy” è che magari non sarà un disco epocale, ma che si fa valere per la sua attitudine senza compromessi e per il sudore e la passione che la band fa trapelare da ogni nota. La band poi, quando rallenta il tiro e sforna pezzi come “Victims Of The Dead”, col suo groove molto trascinante e i suoi gradevoli assoli di chitarra, risulta completa e capace di far male su più fronti. Lo dimostra anche “Thunder Roar, The Conquest, La Boca de la Bestia - The Mouth of the Beast”, dall’apertura affidata a chitarre gemelle in pieno stile heavy metal anni ’80, per poi svilupparsi nella solita cavalcata thrash assassina cara agli Hirax. Questo si dimostra come uno dei pezzi più rappresentativi del disco a parere di chi scrive, con cambi di tempo, begli assoli e tanta grinta.

Che dire ancora? “Immortal Legacy” si piazza a mio avviso come uno dei dischi migliori di questa band, e il consiglio di farlo vostro mi sembra più che dovuto. Unica pecca se vogliamo è la voce del leggendario De Pena, ma non perché dia una cattiva performance, ma per la particolarità della sua timbrica e delle sue metriche, un po’ monotone forse. Ma prendere o lasciare, chi conosce la band potrebbe anche trovarlo ulteriore punto di forza dell’album.
Ancora una volta gli Hirax si confermano dei buoni gregari, ma di gran lusso.

Recensione di: Kosmos Reversum 
Voto: 75/100

Tracklist:
1. Black Smoke 04:35
2. Hellion Rising 04:05
3. Victims of the Dead 03:07
4. Thunder Roar, The Conquest, La Boca de la Bestia - The Mouth of the Beast 04:54
5. Earthshaker 00:44 instrumental
6. Tied to the Gallows Pole 04:05
7. Deceiver 03:42
8. Immortal Legacy 04:40
9. S.O.W. 00:57
10. Violence of Action 03:36
11. Atlantis (Journey to Atlantis) 01:30
12. The World Will Burn 02:07

DURATA TOTALE: 38:02

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