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Axevyper "Metal Crossfire"

Full-length, My Graveyard Productions
(2012)

 A distanza di due anni e sempre per la stessa etichetta, esce, dopo l'ottimo omonimo debut, "Metal Crossfire".
Line up rimaneggiata per un quinto con l'ingresso di Andrea Torrini dietro le pelli, il disco presenta anche questa volta una suggestiva copertina artigianale e di grande impatto che per i colori e lo stile (non per il soggetto), ricorda l'artwork di "Master Control" dei Liege Lord.
Sin dalle prime note della strumentale "Stygianuclear War" si capisce che qualcosa è cambiato in casa "Axevyper", notando un notevole miglioramento sotto il profilo della qualità di registrazione, decisamente un passo avanti rispetto al precedente full length (nonostante fosse già registrato bene) e una maggior cura per le armonizzazioni di chitarra davvero evocative e ben ispirate già dalle prime note.
Proseguendo nell'ascolto del disco con "Crossfire" si nota anche un leggero cambiamento stilistico sotto il profilo vocale dove la voce di "Fils" risulta più acuta che in passato donando una spolverata in più di Us Metal ad uno stile già molto statunitense di per se.
Rimane sempre forte comunque il paragone con gli Omen già affermato nella recensione per il precedente disco, band alla quale i nostri sono ancorati e della quale potrebbero essere tranquillamente gli eredi e "Reign of Terror" ne è una chiara dimostrazione.
I numerosi assoli all'interno delle varie canzoni rendono il tutto più melodico e coinvolgente, le successive "Heroes For One Night" e soprattutto "Agents of Chaos" dimostrano quanto una band sa ben destreggiarsi anche con sonorità più "pesanti" sfiorando con "Agents..." lo speed/thrash alla Blind Guardian di "Battalions of Fear" (ricorda molto da vicino i tempi di Majesty).
Si ritorna su lidi più epicheggianti con "On Wings of Glory", canzone dal songwriting ispirato e dal giusto impatto e nel pre chorus la voce di "Fils" ricorda molto quella di tale Mark Shelton dei Manilla Road.
Dopo l'ottima "hardrockeggiante" "Metal Tormentor", si trova la monumentale "Victims of Tomorrow" che a mio parere è la canzone migliore di tutto l'album che quasi spiace che si trovi come penultima canzone ma sarà una sorpresa per tutti quelli che ascolteranno il disco, trovarsi di fronte ad una canzone così diretta ma allo stesso melodica e nostalgica come "Victims...", canzone che potrebbe essere la summa della grande passione che gli Axevyper infondono in ogni loro pezzo, fatto da amanti dell'heavy metal per amanti dell'heavy metal. Capolavoro assoluto.
Chiude il disco la cadenzata "March of Metal Rocker", un po' la "Chains and Leather" degli Axevyper con il suo ritmo trascinante e il refrain di grande impatto, con un solo veramente azzeccato seguito da un secondo solo di basso dove Andrea Tognetti fa sfoggio di se e il refrain riprende facendo scattare nell'ascoltatore un'improvvisa voglia di unirsi al coro e nel finale un crescendo della velocità accompagnato da un solo, magari meno ispirato del primo ma inserito in un punto giusto della canzone concludendo con il ritornello che ormai è entrato in testa.
A differenza del primo disco insomma i passi avanti ci sono stati anche se non marcati (e questo è un bene), ma il più decisivo è sicuramente quello di una qualità sonora più definita che in passato, forse una cura maggiore se proprio devo trovare una pecca, l'avrei avuta per i suoni di batteria che a volte risultano un po' legnosi se messi a confronto con quelli di "Axevyper" dove a mio parere "spingevano" leggermente di più. Ottimo lavoro per quanto riguarda le chitarre che hanno compiuto un significativo passo in avanti in termini di scioltezza dei soli e nell'ispirazione in tal caso e nella scelta di lasciare molto più spazio al basso, spesso se non sempre strumento esclusivamente d'accompagnamento, mentre in questo disco ci sono momenti in cui spicca rispetto agli altri come per dire "we ci sono anch'io qui". Va fatta anche una nota di merito allo stile vocale adottato in questa release, che non si discosta troppo dal debut, ma denota una certa crescita e una maggior estensione rispetto a prima. Inutile dire che gli Axevyper rimangono una delle realtà più fresche in Italia e sicuramente con più personalità, continuando a rimanere old quando tanti vogliono risultare new e sperimentare qualcosa di nuovo.
Insomma, se vi è piaciuto "Axevyper", amerete "Metal Crossfire", invece se non vi è piaciuto, non vi piacerà neanche questo e allora vi meritate di ascoltare solo i Dimmu Borgir e tagliarvi le vene in bagno per fare un favore all'umanità.
In conclusione, la My Graveyard si propone anche questa volta come etichetta di punta, specializzata in band di alto livello e questo "Metal Crossfire" ha sicuramente un posto di tutto rispetto. Ottimo lavoro e speriamo che il prossimo disco sia come i due già fatti. Buy or die!
 
Recensore: Il Meggi
Voto: 99/100
 
Tracklist:
01. Stygianuclear War (Instrumental)
02. Crossfire   
03. Reign of Terror 
04. Heroes for One Night 
05. Agents of Chaos
06. On Wings of Glory
07. Metal Tormentor    
08. Victims of Tomorrow
09. March of Metal Rockers
 

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