Aggressor "Condemned To Rot"

Full-length, Punishment 18 Records
(2013)

Il thrash metal ha mille sfaccettature all'interno e se da un lato ci si è evoluti verso una modernità quasi desolante, da un lato si è addirittura tornati indietro verso quello che era il "thrash primordiale" di stampo europeo, ovvero ciò che erano all'inizio band come Sodom, Destruction e Bathory su tutti, i quali mischiavano elementi black metal a sonorità thrash. Questo è quello che propongono i Nuclear Aggressor nel loro debut per Punishment 18, intitolato "Condemned To Rot".

I nostrani Nuclear Aggressor vengono da Gorizia e a distanza di tre anni dal loro esordio, confezionano per tutti noi questo debut dal sapore molto retrò. Il disco apre con "Sudden Mutilation" e si nota immediatamente la violenza con la quale i tre assalgono l'ascolatore nonostante la pulizia e la qualità del sound. La canzone si trova a metà tra lo stile dei Sodom di "In The Sign Of Evil" e i Bathory di "The Return..." con una registrazione di una qualità superiore. La parola d'ordine per "Sudden..." è velocità e la band non tradisce l'aspettativa non rallentando mai un secondo. 

Con "Inexorable Fate" le cose si fanno più serie e ragionate e nonostante la canzone non brilli per originalità compositive, il tutto piace e i paragoni più marcati con Destruction e Sodom si fanno più evidenti. L'unica pecca, a mio parere, sta nella scelta di distorcere le chitarre con troppi alti, rendendo il tutto un po' "zanzaroso", ma con un buon impianto stereo munito di buon equalizzatore si può sopperire alla mancanza. Di buon gusto anche il solo "minimale" a metà canzone.
Superate le buone "The Crippler Strikes Back" e "After The Blaze" si arriva alla canzone che da il nome al gruppo ovvero "Nuclear Aggressor" che, a parere di chi scrive, è la migliore traccia del disco con il suo refrain "Face The Aggressor" e il suo solo di chitarra ben curato e incastrato nelle ritmiche della canzone.
Il resto dell'album scorre sugli stessi dettami posti dall'inizio del disco e non si odono rallentamenti di sorta eccezion fatta per "The Grave Awaits" che si pone come la canzone più lenta del disco ricordando in alcuni punti "Total Desaster" dei Destruction risultando molto godibile all'interno di un prodotto votato alla velocità.

Il disco si chiude con la title-track "Condemned To Rot" che ribadisce il discorso delle altre canzoni, ma che mi ci fa chiedere perchè però mettere la traccia che dà il titolo all'album alla fine. Scelta artistica? Comunque sia, nonostante questo disco non sia niente di originale, resta un prodotto fresco e un po' anticonformista, con tutti quelli che cercano di emulare il thrash più tecnico piuttosto che rimanere ancorati alla parte più grezza. 
I Nuclear Aggressor hanno intrapreso una strada a ritroso verso gli albori del thrash "Made in Europe", cercando di riportare sulle scene le sonorità che aprirono la strada a band ora famose e che man mano hanno abbandonato quell'approccio alla musica, addirittura reincidendo vecchie composizioni con il nuovo sound (vedi i Sodom con "The Final Sign Of Evil" o i Destruction con "Mad Butcher" reincisa nell'ep "Mad Butcher"). Speriamo che tutto questo porti fortuna ai friulani. 
Per il resto posso dire che ogni thrasher dovrebbe avere questo disco nella propria collezione, memore che il "grezzo" fa parte proprio dell'essere thrasher. 

Recensore: Luca Maggi "Il Meggi"
Voto: 80/100

Tracklist:
1. Sudden Mütilation
2. Inexorable Fate
3. The Crippler Strikes Back
4. After the Blaze
5. Nuclear Aggressor
6. Praise to Insanity
7. Ultra-Violent Nightmare
8. E.N.D.
9. The Grave Awaits
10. Condemned to Rot

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